Debito pubblico da record al 126%
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fonte:
- L`Unità
Mesi di tagli e di risparmi, manovre
all’insegna dell’austerità, e riforme
fatte di sacrifici. Eppure il debito pubblico
italiano ha continuato inesorabilmente
a salire, fino a toccare nel secondo
trimestre del 2012 un nuovo record
storico al 126,1% del prodotto interno
lordo.
Le rilevazioni di Eurostat avevano
già nel primo trimestre dell’anno registrato
il picco di 123,7%, il più alto mai
rilevato dal 1995, ma la scorsa primavera,
complice il rallentamento generale
dell’economia nazionale, ha portato
ad un ulteriore peggioramento.
L’Italia così si conferma seconda solo
alla Grecia, il cui debito è al 150,3%
del Pil, seguita dal Portogallo
(117,5%), dall’Irlanda (111,5%) e dal
Belgio (102,5%). Tutti Paesi con pesanti
debiti pubblici a tre cifre, ben lontani
dagli ultimi posti della classifica occupati
dall’Estonia (7,3%), dalla Bulgaria
(16,5%) e dal Lussemburgo
(20,9%).
E, inevitabilmente, è salito in questi
mesi di turbolenze finanziarie anche
il debito dell’eurozona, che ha raggiunto
quota 90% del Pil nel secondotrimestre, dall’88,2% dei tre mesi precedenti.
Il rapporto debito/Pil è aumentato
anche nell’Ue nel suo complesso,
passando dall’83,5% all’84,9%.
Cifre preoccupanti, certo, ma che devono
essere lette alla luce dell’attuale
congiuntura economica, con la tanto
sospirata ripresa ancora da venire.
«Pensare che in una fase di recessione
possa diminuire il debito pubblico
è impossibile» ha commentato il segretario
del Pd, Pier Luigi Bersani, al
termine dell’incontro avuto ieri con il
presidente del consiglio Mario Monti
e con il ministro dell’Economia Vittorio
Grilli. «È chiaro che il debito è in
cifre assolute e in rapporto al Pil. E
quando il Pil cala, è difficile tenere la
dinamica del debito in ordine». Il punto
della questione, dunque, è sempre
lo stesso: quello delle «strategie di crescita
che devono essere messe in movimento
soprattutto a livello europeo
».
Sarcastico, invece, il commento sui
dati Eurostat che il leader di Sel Nichi
Vendola ha affidato a Twitter: «Debito
pubblico record oltre il 126% del
Pil. Ecco le famose misure impressionanti
del governo Monti».
Critica verso le scelte di austerità
del governo è stata anche l’associazione
dei consumatori Codacons: «Il fatto
che in tutta Europa il rapporto debito-
Pil peggiori dimostra che le politiche
di rigore troppo restrittive non
stanno pagando». E«a maggior ragione
non pagano in Italia, dove si registra
un crollo dei consumi e del potere
d’acquisto delle famiglie senza precedenti,
meno 4,1% dal secondo trimestre
2011 al secondo trimestre 2012».
ASPETTATIVE INPEGGIORAMENTO
Non stupiscono, dunque, i dati diffusi
ieri dall’Istat sul clima di fiducia delle
famiglie, che ad ottobre ha registrato
un lieve aumento, passando da 86,2 a
86,4.Ècresciuta la componente riferita
al clima economico generale, mentre
è diminuita la componente personale.
In discesa anche l’indicatore del
clima corrente (da 94 a 91,9) e quello
riferito alla situazione futura (da 76,9
a 76,0). I giudizi sulla situazione economica
dell’Italia sono risultati stabili,
mentre le aspettative future si sono
deteriorate (da meno 56 a -59). In peggioramento,
infine, le opinioni sull’opportunità
attuale al risparmio.
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