25 Ottobre 2012

Debito pubblico da record al 126%

Debito pubblico da record al 126%

 

Mesi di tagli e di risparmi, manovre

all’insegna dell’austerità, e riforme

fatte di sacrifici. Eppure il debito pubblico

italiano ha continuato inesorabilmente

a salire, fino a toccare nel secondo

trimestre del 2012 un nuovo record

storico al 126,1% del prodotto interno

lordo.

Le rilevazioni di Eurostat avevano

già nel primo trimestre dell’anno registrato

il picco di 123,7%, il più alto mai

rilevato dal 1995, ma la scorsa primavera,

complice il rallentamento generale

dell’economia nazionale, ha portato

ad un ulteriore peggioramento.

L’Italia così si conferma seconda solo

alla Grecia, il cui debito è al 150,3%

del Pil, seguita dal Portogallo

(117,5%), dall’Irlanda (111,5%) e dal

Belgio (102,5%). Tutti Paesi con pesanti

debiti pubblici a tre cifre, ben lontani

dagli ultimi posti della classifica occupati

dall’Estonia (7,3%), dalla Bulgaria

(16,5%) e dal Lussemburgo

(20,9%).

E, inevitabilmente, è salito in questi

mesi di turbolenze finanziarie anche

il debito dell’eurozona, che ha raggiunto

quota 90% del Pil nel secondotrimestre, dall’88,2% dei tre mesi precedenti.

Il rapporto debito/Pil è aumentato

anche nell’Ue nel suo complesso,

passando dall’83,5% all’84,9%.

Cifre preoccupanti, certo, ma che devono

essere lette alla luce dell’attuale

congiuntura economica, con la tanto

sospirata ripresa ancora da venire.

«Pensare che in una fase di recessione

possa diminuire il debito pubblico

è impossibile» ha commentato il segretario

del Pd, Pier Luigi Bersani, al

termine dell’incontro avuto ieri con il

presidente del consiglio Mario Monti

e con il ministro dell’Economia Vittorio

Grilli. «È chiaro che il debito è in

cifre assolute e in rapporto al Pil. E

quando il Pil cala, è difficile tenere la

dinamica del debito in ordine». Il punto

della questione, dunque, è sempre

lo stesso: quello delle «strategie di crescita

che devono essere messe in movimento

soprattutto a livello europeo

».

Sarcastico, invece, il commento sui

dati Eurostat che il leader di Sel Nichi

Vendola ha affidato a Twitter: «Debito

pubblico record oltre il 126% del

Pil. Ecco le famose misure impressionanti

del governo Monti».

Critica verso le scelte di austerità

del governo è stata anche l’associazione

dei consumatori Codacons: «Il fatto

che in tutta Europa il rapporto debito-

Pil peggiori dimostra che le politiche

di rigore troppo restrittive non

stanno pagando». E«a maggior ragione

non pagano in Italia, dove si registra

un crollo dei consumi e del potere

d’acquisto delle famiglie senza precedenti,

meno 4,1% dal secondo trimestre

2011 al secondo trimestre 2012».

ASPETTATIVE INPEGGIORAMENTO

Non stupiscono, dunque, i dati diffusi

ieri dall’Istat sul clima di fiducia delle

famiglie, che ad ottobre ha registrato

un lieve aumento, passando da 86,2 a

86,4.Ècresciuta la componente riferita

al clima economico generale, mentre

è diminuita la componente personale.

In discesa anche l’indicatore del

clima corrente (da 94 a 91,9) e quello

riferito alla situazione futura (da 76,9

a 76,0). I giudizi sulla situazione economica

dell’Italia sono risultati stabili,

mentre le aspettative future si sono

deteriorate (da meno 56 a -59). In peggioramento,

infine, le opinioni sull’opportunità

attuale al risparmio.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this