11 Ottobre 2012

L’ aumento Iva mangia il taglio Irpef E i poveri pagano il conto più alto

L’ aumento Iva mangia il taglio Irpef E i poveri pagano il conto più alto

Olivia Posani ROMA MA QUANTO vale lo scambio tra meno Irpef e più Iva nella legge di stabilità 2013? Calcoli esatti sono impossibili perchè la situazione varia da contribuente a contribuente, dal nucleo familiare, dal peso di deduzioni e detrazioni, dalle cose che si acquistano. Il ministro dell’ Economia, Vittorio Grilli, assicura che i cittadini «avranno più reddito disponibile». Gli uffici studi di sindacati, Confcommercio e Confesercenti, e le associazioni dei consumatori, raccontano un’ altra storia e parlano di «mazzata mascherata». IRPEF . Sui redditi annui dei dipendenti fino a 8mila euro (7.500 se si è pensionati) non si paga nulla: è la «no tax area». A partire da questa cifra fino a 15mila euro veniva applicata un’ aliquota del 23% che ora scende al 22%, mentre per lo scaglione tra 15mila e 28mila euro l’ aliquota passa dal 27 al 26%. Il primo ritocco comporterà un risparmio, senza considerare la no tax area, di 150 euro l’ anno, il secondo di 130. Quindi, tutti i contribuenti avranno uno sconto Irpef massimo annuo di 280 euro. Ma l’ altra faccia di questa manovra è che pagheremo più caro dell’ 1% tutto ciò che acquistiamo, con l’ eccezione dei prodotti ad aliquota Iva ridotta del 4% (pane, frutta, pomodori eccetera). Grilli ha calcolato che la riduzione Irpef sarà complessivamente di 6 miliardi (alcuni tecnici dicono 5), ma l’ aumento dell’ Iva dovrebbe riprendersene 3,25. Confcommercio avverte però che questo è il maggior costo per i sei mesi del 2013 (l’ Iva aumenterà a luglio), ma dal 2014 gli aumenti si mangeranno addirittura 7 miliardi, 2 in più dei risparmi Irpef. Vanno poi calcolati gli effetti delle nuove norme su deduzioni e detrazioni Irpef. Il ministro dell’ Economia ha annunciato che le deduzioni per chi ha redditi superiori ai 15mila euro avranno una franchigia di 250 euro (non per le spese mediche), mentre alle detrazioni verrà posto un tetto di 3mila euro. Per fare un esempio, con un coniuge a carico si potevano dedurre 300 euro, ora solo 50. Il Caaf Cisl calcola che in presenza di redditi bassi e carichi familiari, il calo dell’ Irpef può avere effetto nullo. O effetti paradossali: a parità di reddito ha la meglio il contribuente senza familiari a carico e a parità di carichi familiari è avvantaggiato il contribuente con un reddito maggiore. SECONDO il Codacons l’ aumento dell’ Iva ci mangerà mediamente 273 euro l’ anno e secondo la Coldiretti addirittura 500. C’ è un altro punto dolente, quello degli incapienti, 8 milioni di poveri che ricadono nella no tax area e che, quindi, non usufruiranno della riduzione delle due aliquote Irpef, ma ovviamente risentiranno dell’ aumento dell’ Iva. Confesercenti parla di «inacccettabile mazzata da 1,5 miliardi». Questo perché «le famiglie potranno mediamente beneficiare di un taglio Irpef di 200 euro, ma a parità di consumi dovranno sborsarne 264 in più». Per Confcommercio i consumi diminuiranno di 5-7 miliardi, mentre l’ inflazione arriverà al 2,4% per colpa dell’ Iva.

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