«L’ Inalca brucerà carcasse Solo il Tar può fermarla»
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
CASTELVETRO Continua l’ azione del comitato “No impianto a biomasse Inalca”, che tramite i legali forniti dal Codacons, ha presentato lunedì scorso un ricorso al Tar contro il via libera all’ impianto di rendering autorizzato dalla Provincia a fine giugno. Dopo il ritiro nel maggio scorso di un primo progetto per la costruzione a Castelvetro di un inceneritore, che attraverso la combustione di biomasse di origine animale avrebbe prodotto energia elettrica e termica, non autorizzato dalla Conferenza dei servizi della Provincia perché ritenuto non conforme a norme europee sanitarie e urbanistiche, la ditta Inalca spa ha ripresentato in giugno solo una parte di quel progetto, per un impianto di rendering, processo di bollitura di scarti animali. «Ci opponiamo al progetto perché per la popolazione e il territorio non ci saranno benefici, ma soltanto inconvenienti – ha spiegato Manfredi Lanza, presidente del comitato – L’ azienda stessa ha ammesso che la presenza dell’ impianto non creerà nuovi posti di lavoro e a questo si aggiungono molteplici svantaggi: aumento del traffico di mezzi pesanti, maggior consumo di risorse idriche, rischio di fughe di emissioni odorifere, svalutazione degli immobili e dei terreni circostanti allo stabilimento, nonché ripercussioni negative sulla qualità delle produzioni agricole della zona». L’ impianto inoltre, secondo Lanzi, bollirà scarti e carcasse, per circa 84 tonnellate ogni giorno, «materiale che Inalca ha il permesso di raccogliere dove vuole, in primo luogo dagli stabilimenti che possiede nel nord Italia». Altro punto di contestazione è l’ autorizzazione dell’ azienda a trattare carcasse di categoria infette che, continua Lanza, «verrebbero bollite a una temperatura di 90° C, troppo bassa per poter distruggere eventuali agenti patogeni. Ne deriva che anche i prodotti ottenuti potrebbero essere infetti, ossia potenziali rifiuti che la ditta fa invece passare per sottoprodotti». Si aggiungono poi le preoccupazioni riguardanti il primo progetto di cogeneratore di cui i cittadini non erano stati inizialmente informati in modo adeguato e che «non è mai stato bocciato dalla Provincia – sottolinea Lanza – ma ritirato dall’ azienda che ha dunque la possibilità di ripresentarlo in futuro: l’ autorizzazione dell’ impianto di rendering potrebbe allora essere un primo passo in questa direzione». Sabrina Fiorini.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: energia, Inalca, inceneritore, Manfredi Lanza, risorse idriche, terreni
