Il peso delle tasse si sposta dalle persone alle cose
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fonte:
- Libertà
ROMA – Il peso delle tasse si sposta in parte dalle persone alle cose, dai redditi e quindi dal lavoro ai consumi. È questa la filosofia dell’ intervento adottato dal Governo con la Legge di stabilità che, di fatto, riduce l’ Irpef di un punto sulle prime due aliquote ma, contemporaneamente, assorbe solo a metà il previsto aumento dell’ Iva che scatterà a luglio. Ma le scelte fiscali non sono mai neutrali. A farla semplice c’ è sempre qualcuno che vince e qualcuno che perde. Una manovra dello stesso importo, utilizzata per ridurre l’ Iva o per abbattere l’ Irpef, può però avere effetti differenti. Allora, il calo di un punto di alcune aliquote Irpef è più conveniente di quello dell’ Iva, o viceversa? Ad esserne beneficiati sono più i ricchi o i poveri? Qual’ è l’ effetto sui consumi? Ecco una mini guida per comprendere, in controluce, gli effetti delle decisioni adottate ieri dal Cdm. CALO IVA DA 2014 NON COPRE CALO IRPEF – È il primo effetto macro economico evidente. La riduzione delle due aliquote Irpef che assorbe solo un punto di Iva è vantaggiosa solo per il 2013 quando a fronte di 5 miliardi dello sgravio Irpef si contrappongono circa 3,5 miliardi di maggiore Iva relativa ad un solo semestre. Nel 2014 il rincaro Iva sarà per un interno anno: varrà quindi 7 miliardi, due in più dello sconto Irpef. MEGLIO CALO IVA O IRPEF? – Le due imposte si applicano su basi imponibili diverse e quindi gli effetti sono diversissimi a seconda dei contribuenti: lo sconto Irpef vale al massimo 280 euro l’ anno, ha calcolato il Caf Cisl. L’ Iva invece tassa i consumi e potrebbe erodere tra i 273 euro (calcoli Codacons) e i 500 euro (Coldiretti): l’ aumento di un punto delle aliquote intermedia (dal 10 all’ 11%) e alta (dal 21 al 22%) colpisce l’ acquisto di quasi tutti i beni, con l’ esclusione di quelli considerati essenziali come il pane o la pasta. La futura aliquota dell’ 11%, ad esempio, si applicherà sui libri di scuola e sul latte, sui medicinali e sulle carni, sull’ energia elettrica e sul cinema. Di fatto a perderci, nello scambio Irpef-Iva sono le famiglie che consumano più di quanto risparmiano, quelle cioè a reddito medio basso. Ma ci rimettono anche i commercianti. È vero che c’ è un aumento dei prezzi (la Confcommercio se lo aspetta di 8 decimi di punto) ma questo non da più guadagni, bensì frena i consumi. MEGLIO AI RICCHI O AI POVERI – Le sole modifiche dell’ Irpef hanno un impatto differenziato a seconda del reddito. Fino a 7.500 euro di reddito c’ è la no tax area, nessun beneficio e nessun aggravio. Di certo gli incapienti, cioè i circa 8 milioni di contribuenti a bassissimo reddito, non guadagnano nulla dall’ Irpef, mentre pagheranno più Iva: insomma perdono. Meno male va alla classe di reddito fino a 15.000 euro di reddito che vede calare di un punto l’ aliquota. Ma lo sconto, in questo caso, non è pieno: non arriva ai 280 euro massimi che si raggiungono con la seconda aliquota. Sopra questa soglia e fino a 28.000 euro c’ è il calo anche dell’ aliquota del 27%. Le tabelle sono chiare, guardando la sola aliquota, lo sconto sale al crescere del reddito. Ma c’ è l’ effetto detrazioni-deduzioni, sulle quali scatta una stretta: arriva una franchigia di 250 euro che può costare 48-65 euro di maggiori tasse; e un tetto di 3.000 euro alle detrazioni che può pesare anche 190 euro. Come dire: il ricco ci guadagna ma solo se non ha troppe spese da scontare. ATTENTI ALLA PENSIONE D’ INVALIDITÀ – Sia le pensioni di guerra sia le pensioni di invalità saranno ora tassate con l’ Irpef se il reddito è superiore ai 15.000 euro: sono tra i perdenti di questa manovra. Salvaguardata, invece, la fascia bassa dei contribuenti. TOBIN TAX, SALVI BOT PEOPLE – La manovra prevede anche l’ introduzione di un bollo sulle transazioni finanziarie, una Tobin Tax italiana. Il nuovo balzello non si applicherà sui titoli di Stato e quindi sono salvi i Bot-people. Pagherà di più chi acquista e vende titoli, e quindi chi specula sulla Borsa, molto meno i cassettisti che una volta acquistato il titolo scommettono su un guadagno dai tempi lunghi.
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