>>>ANSA/ CRISI: CROLLANO(-17%)COMPRAVENDITE CASE,MUTUI DIMEZZATI
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- Ansa
(di Marianna Berti) (ANSA) – ROMA, 25 SET – Il mercato del ‘mattoné ripiomba nella crisi, a confermarlo è l’Istat che rileva nel primo trimestre una caduta annua delle compravendite del 17%, con le case che vanno peggio di uffici, negozi, capannoni. E ancora più forte è il crollo dei mutui, che nel giro di un anno risultano addirittura dimezzati. In Italia la capacità di spesa non perde terreno solo nei confronti dell’acquisto più importante, ovvero l’abitazione, ma anche sul fronte complessivo dei consumi: Confcommercio prevede un ribasso pro capite di oltre il 3% per il 2012, la caduta più forte dal dopoguerra. La recessione si fa così sentire su tutti i campi. A cominciare proprio dall’immobiliare che interrompe nel modo più brusco la ripresa segnata nella seconda metà dello scorso anno. Il tonfo per il settore di case e pertinenze (posti auto, cantine) tocca il fondo nel Centro Italia (-21%). Invece sono quasi assenti differenze tra grandi città e piccoli centri: l’ondata di crisi non risparmia più niente. Quanto alle transizioni di immobili a uso economico (uffici, esercizi commerciali, laboratori) il crollo è meno ampio ma comunque a doppia cifra (-11,8%). Le famiglie acquistano meno case anche perché con la crisi si riduce il numero di chi può chiedere un prestito e di chi si vede accettare la domanda di finanziamento. I numeri parlano chiaro: i mutui stipulati nei primi tre mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, scendono del 49,6% nel complesso, e del 39,2% se si guarda solo a quelli con costituzione di ipoteca immobiliare. La crisi inoltre continua a spingere al ribasso i prezzi degli immobili e secondo Immobiliare.it nel primo semestre dell’anno il prezzo medio di vendita delle abitazioni nei capoluoghi italiani è sceso del 2,7%, rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre nello stesso periodo sì è registrato un boom delle richieste d’affitto, 283mila, con un +16% rispetto al primo semestre 2011. Insomma il 2012 inizia male per il ‘mattone’, su cui pesano anche il credit crunch dovuto alle nuove regole e una disoccupazione in crescita. Previsioni ‘nere’ sono quelle che arrivano dalla Confcommercio, che rivede al ribasso il calo dei consumi per quest’anno, annunciando così “la peggiore variazione negativa della storia della Repubblica”. L’organizzazione dei commercianti rileva come solo pochissimi settori di spesa (la telefonia e l’informatica) e solo un canale di distribuzione, il discount, riescano a tenere. Per le associazioni dei consumatori, però, la caduta sarà ancora più forte: per Federconsumatori e Adusbef il rischio è che si raggiunga una flessione del 5%. Basti penare che per il Codacons i consumi per prodotti della tavola sono tornati indietro di 33 anni. Preoccupazioni vengono espresse anche dagli agricoltori, con Coldiretti che sottolinea come gli italiani stiano tagliando anche sui consumi alimentari. In allarme pure la Cia-Confederazione italiana agricoltori. (ANSA).
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