26 Settembre 2012

Confcommercio, crollo vertiginoso dei consumi

Confcommercio, crollo vertiginoso dei consumi

ROMA- «I l 2012 dovrebbepresentare la peggiore variazione negativa della spesa reale pro capite della storia della Repubblica(oltreil – 396) ». È lastimadiConfcommercio, chespiegacometrailterzo trimestredel2007eilsecondotrimestre di quest’ anno i consumi procapite degl i italiani sono diminuiti in termini real i del 6,596. Anche il mercato del “mattone “ripiombanellacrisi, aconfermarloa l’ Istat che rileva nel primo trimestre una caduta annua delle compravendite del 1796, con le case che vanno peggio di uffici, negozi, capannoni. E ancora più forte a il crollo deimutui, che nel giro di un anno risultano addirittura dimezzati. In Italia la capacità di spesa non perde terreno solo nei confronti dell’ acquisto più importante, ovvero l’ abitazione, ma anche sul fronte comples sivo dei consumi: Confcommercio prevede un ribasso procapitedioltreil396peril2012, lacadutapiùforte dal dopoguerra. La recessione si fa così sentire su tutti i campi. A cominciare proprio dall’ immobiliare che interrompe nel modo più brusco la ripresa segnata nella seconda metàdello scorsoanno. Iltonfoperilsettoredicaseepertinenze (postiauto,cantine) tocca il fondo nel Centro Italia (2196). Invece sono quasi assenti differenze tra grandi città e piccoli centri: l’ ondata di crisi non risparmia più niente. Quantoalletransizionidiimmobilia usoeconomico(uffici, esercizicommerciali, laboratori ) il crollo a meno ampio ma comunque a doppia cifra ( -1 1,896). Le famiglie acquistano meno case anche perchacon la crisi si riduce il numero dichi può chiedere un prestito e di chi sivedeaccettareladomandadifin a nziamento. Inumeriparlanochiaro: imutui stipulati nei primi tre mesi del 2012, rispettoallostessoperiododel201 1, scendono del 49,696 nel complesso, e del 39, 296 se si guarda solo a quelli con costituzione di ipoteca immobiliare. La crisi inoltre continua a spingere al ribasso i prezzi degl i immobili e secondo Immobiliare.it nel primo semestre del l ‘annoilprezzomediodivenditadelle abitazioni nei capoluoghi italiani a sceso del 2, 796, rispetto allo stesso periodo del 201 1, mentre nello stessoperiodo sì aregistrato unboom delle richieste d’ affitto, 283mila, con un +1696 rispetto al primo semestre 2011. Insomma il2012 iniziamaleperil “mattone “, sucuipesano anche il credit crunch dovuto alle nuove regole e una disoccupazione in crescita. Previsioni “nere” sonoquellechearrivano dalla Confcommercio, che rivede al ribasso il calo dei consumi per quest’ anno, annunciandocosì «lapeggiore variazione negativa della storia della Repubblica».L’ organizzazionedeicommercianti rileva come solo pochissimi settori di spesa (la telefonia e l’ informatica) esolo un canale di distribuzione, il discount, riescano a tenere. Per le associazioni dei consumatori, però, la caduta sarà ancora più forte: per Federconsumatori e Adusbef il rischio a che si raggiunga una flessione del 596. Basti penare che per il Codacons i consumi per prodotti della tavola sono tornati indietro di 33 anni. Preoccupazioni vengono espresse anche dagl i agricoltori, con Coldiretti che sottolinea come gli italiani stiano tagliando anche sui consumi alimentari. In allarmepure la CiaConfederazione italiana agricoltori. Crisi e calo dei consumi si ripercuotono dunque sui piccoli esercizi al dettaglioilcuistock,pariapocopiùdi 757mila unità nel 201 1, a in diminuzione rispetto al 2010 ( -0,196); in flessione anche il fatturato di questa tipologia distributiva ( -2,696 nei primi sei mesi del 2012), mentre cresce quello dei discount ( +1,896) e dei supermercati (+1,496); Molise (- 1,996), Friuli Venezia Giulia (- 1,196) eLiguria(- 0,996), leregioni che, nel complesso, registrano le maggiori «perdite» diesercizi; traicomparti merceologici, spicca l’ aumento nel settore delle apparecchiature informatiche e telecomunicazion i (con un +2,696diesercizi),mentresico nfermalo stat o di difficoltà dei negozi di mobili e arredamento che si sono ridotti dell’ 1,396 conpunte di quasiil296 al Sud enelNord -Est; proseguelosviluppo delle medie e grandi superfici, con minimercatie supermercatiche aumentano prevalentemente al Centro e al Sud e ipermercati e grandi magazzini in espansione alNord; rilevante, nel sistemadistributivoitaliano, ilruolodialtre tipologie di vendita che hanno raggiunto ormai un elevatolivello di diffusione, come il commercio ambulante (oltre 175 mila imprese di cui quasi la metà al Sud), le imprese di e-commerce ( +1996 rispettoal2010), elavenditaattraverso i distributoriautomatici(oltre2 milioni di macchine installate in Italia) . Confcommercio spiega che «gl i effetti della forte e duratura contrazione della domanda si sono tradotti in un mutamento radicale delle quote di mercato, a detrimento deinegozitradizionalieafavoredel discount che ha raggiunto una quota di mercato, in termini di fatturato,pariacircail1096 sultotaledeiconsumialimentari, dellespeseperlapersona e del chimico casa ». Quindi, «tutto ciò conduce al ridimensionamento, lento mainesorabile, deinegozicheanimano i tanti centri storici del nostro paese. nonaunfenomenofisiologicodiselezionedeimigliori, cheavrebberiflessipositivi sulla produttività aggregata, ma a evento pa tologico, che affon da le radici nella crisidei redditi e nella conseguente riduzione dei consumi delle famiglie ».

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