Partiti i saldi Il primo giorno calo del 25%
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fonte:
- Gazzetta dello sport
STEFANIA ANGELINI Le code che si formavano davanti ai negozi per la partenza dei saldi sono solo un ricordo lontano. Le previsioni negative della vigilia non sono state affatto smentite: ieri, nel primo giorno di prezzi scontati in tutta Italia, tranne per i lucani e i molisani – per cui le offerte erano iniziate già da lunedì – i consumatori hanno calcolato una riduzione delle vendite tra il 15 e il 25% rispetto all’ estate del 2011. I numeri del crollo di quest’ anno sono frutto delle prime stime del Codacons nelle varie città: «I saldi estivi sembrano partiti col piede sbagliato. La diminuzione di cittadini a caccia d’ affari nelle vie dello shopping e nei centri commerciali è generale, mentre cali più contenuti e compresi tra il 5 e l’ 8% si registrano nei centri commerciali e negli outlet», spiega l’ associazione. Complici sì le temperature tropicali, ma soprattutto lo stato di salute del nostro Paese nell’ era della spending review, con i tagli all’ ordine del giorno. E allora ecco che gli italiani, secondo un sondaggio di Coldiretti-Sgw, pensano a tagliare prima di tutto l’ abbigliamento: con la crisi più di un italiano su due, il 51%, riduce gli acquisti di vestiti e calzature. Comunque, secondo i monitoraggi dei consumatori il flop è stato visibile un po’ ovunque: a Napoli, per esempio, le strade dello shopping erano affollate ma pochi compravano. A Roma e Milano, invece, hanno tenuto il passo solo le catene commerciali e le boutique delle grandi firme. «Ma – avverte il presidente del Codacons Carlo Rienzi – si tratta solo di una illusione ottica: sono soltanto i turisti stranieri a comprare nelle vie del lusso». L’ esperto Più ottimistiche, invece, le stime fatte da Federconsumatori, che annuncia un calo delle vendite del 7-8%: «I nostri sono numeri che derivano da un serio campionamento sul territorio, e non basati sulle sensazioni – ci spiega Rosario Trefiletti -. Di certo la conferma del flop c’ è: sappiamo che una famiglia su tre rinuncerà agli acquisti e che a conti fatti ci sarà un giro di affari pari a 1,16 miliardi di euro. Ma ora è presto per tirare le somme, siamo solo all’ inizio». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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