8 Luglio 2012

Partiti i saldi Il primo giorno calo del 25%

Partiti i saldi Il primo giorno calo del 25%

STEFANIA ANGELINI Le code che si formavano davanti ai negozi per la partenza dei saldi sono solo un ricordo lontano. Le previsioni negative della vigilia non sono state affatto smentite: ieri, nel primo giorno di prezzi scontati in tutta Italia, tranne per i lucani e i molisani – per cui le offerte erano iniziate già da lunedì – i consumatori hanno calcolato una riduzione delle vendite tra il 15 e il 25% rispetto all’ estate del 2011. I numeri del crollo di quest’ anno sono frutto delle prime stime del Codacons nelle varie città: «I saldi estivi sembrano partiti col piede sbagliato. La diminuzione di cittadini a caccia d’ affari nelle vie dello shopping e nei centri commerciali è generale, mentre cali più contenuti e compresi tra il 5 e l’ 8% si registrano nei centri commerciali e negli outlet», spiega l’ associazione. Complici sì le temperature tropicali, ma soprattutto lo stato di salute del nostro Paese nell’ era della spending review, con i tagli all’ ordine del giorno. E allora ecco che gli italiani, secondo un sondaggio di Coldiretti-Sgw, pensano a tagliare prima di tutto l’ abbigliamento: con la crisi più di un italiano su due, il 51%, riduce gli acquisti di vestiti e calzature. Comunque, secondo i monitoraggi dei consumatori il flop è stato visibile un po’ ovunque: a Napoli, per esempio, le strade dello shopping erano affollate ma pochi compravano. A Roma e Milano, invece, hanno tenuto il passo solo le catene commerciali e le boutique delle grandi firme. «Ma – avverte il presidente del Codacons Carlo Rienzi – si tratta solo di una illusione ottica: sono soltanto i turisti stranieri a comprare nelle vie del lusso». L’ esperto Più ottimistiche, invece, le stime fatte da Federconsumatori, che annuncia un calo delle vendite del 7-8%: «I nostri sono numeri che derivano da un serio campionamento sul territorio, e non basati sulle sensazioni – ci spiega Rosario Trefiletti -. Di certo la conferma del flop c’ è: sappiamo che una famiglia su tre rinuncerà agli acquisti e che a conti fatti ci sarà un giro di affari pari a 1,16 miliardi di euro. Ma ora è presto per tirare le somme, siamo solo all’ inizio». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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