>ANSA-FOCUS/ CRISI:ITALIANI ANCORA RISPARMIATORI,MA TORNATI A’95
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fonte:
- Ansa
CROLLO PROPENSIONE SOTTO MEDIA UE; SI TAGLIA SU TUTTO,ANCHE CIBO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 APR – Il Fondo Monetario Internazionale premia le famiglie italiane come le meno indebitate della media dei paesi dell’eurozona con un rapporto con il Pil del 51% a fronte di un 70% dell’area euro, dell’88% delle famiglie americane, dell’99% delle famiglie inglesi. Se le casalinghe italiane riescono ad avere un deficit/Pil migliore di quello raggiunto da generazioni di governi e di manovre, il merito è tutto della proverbiale propensione al risparmio delle famiglie. Una virtù tutta italiana che però negli ultimi anni di crisi sta lentamente sparendo a causa innanzitutto del crollo del potere d’acquisto. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al 2010. Ma anche nel 2010 e nel 2009 la propensione al risparmio delle famiglie italiane ha segnato un continuo calo (-0,7 punti percentuale nel 2009 e – 1,3 punti percentuale nel 2010) evidenziando una tendenza che la crisi sta aggravando. E’ nel 2010 che per la prima volta la propensione al risparmio degli italiani è finita sotto la media dell’eurozona. Nel 2011 la tendenza al risparmio è andata anche sotto la media dei Paesi di tutta l’Unione Europea. Mentre le famiglie italiane riducono i risparmi per poter coprire le spese e l’aumento dei prezzi, le famiglie dell’eurozona e dell’Ue si stanno scoprendo formichine. Secondo gli ultimi dati Eurostat a disposizione, nel secondo trimestre del 2011 il tasso di risparmio delle famiglie dei 17 Paesi dell’Eurozona è salito in media al 13,9% mentre nell’insieme dell’Ue il tasso di risparmio è salito al 12,6%. Secondo un analisi di Confcommercio-Censis nel 2011 oltre il 50% delle famiglie ha utilizzato tutto il reddito disponibile per coprire i consumi e circa il 20%, quasi una su 5, ha speso più di quanto ha guadagnato. In questo caso il 65% è dovuto ricorrere ai propri risparmi. Assediati dal caro-benzina, caro trasporti, caro bollette, caro tasse, calo libri di scuola, gli italiani non solo non risparmiano più ma si sono ritrovati a tagliare persino, sottolinea il Codacons, le spese per mangiare e nel 2011 siamo tornati al livelli di spesa alimentare degli anni Ottanta.(ANSA).
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