Inflazione in lieve calo ma volano benzina e luce
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Cosa spinge verso l’ alto i prezzi? I carburanti, l’ elettricità, il gas. In una parola l’ energia. E’ così da diversi mesi, da quando il prezzo del petrolio è risalito stabilmente intorno ai 100 dollari al barile (più o meno) e le accise gonfiano benzina e bollette. Ed è stato così anche a gennaio. L’ Istat ci rassicura e spiega che lo scorso mese la corsa dei prezzi ha rallentato il suo passo scendendo a +3,2 per cento rispetto ad un anno fa contro il +3,3 di dicembre. Ma è poca cosa. L’ inflazione acquisita per il 2012 è dell’ 1,6%, l’ aumento su base mensile è di +0,3%. La riprova che sono i prezzi dell’ energia a costare cari agli italiani arriva dal secondo indice disponibile: depurando l’ inflazione dal costo dei beni energetici, infatti, il tasso tendenziale scende a +2,2% e quello mensile è nullo. Insomma, è da questi, certifica l’ Istat, che è arrivata la spinta ai rincari. E infatti a gennaio la benzina fa registrare un aumento del 17,4% su base annua e del 4,9% su base mensile. Il gasolio sale del 25,2% rispetto a gennaio 2011 e del 4,7% rispetto a dicembre. L’ elettricità fa un balzo del 5,1% mensile e dell’ 11,3% annuale, il gas aumenta del +2,7% mensile e del 15,4% su gennaio 2011. L’ energia incide un po’ su tutto. E così, l’ inflazione di gennaio si spiega con il maggior rincaro dei prezzi dei beni (+3,9% contro +3,8% di dicembre) e la minor crescita del prezzo dei servizi (+2,3% contro +2,5% del mese precedente). Il carrello della spesa, cioè il paniere dei prodotti acquistati più frequentemente, aumenta del 4,2% ed è questa la percezione dei rincari più vicina all’ esperienza quotidiana. Non è un caso quindi, osserva l’ Istat, che la maggior crescita congiunturale (da un mese all’ altro) abbia dunque riguardato proprio il capitolo abitazione, acqua elettricità che è aumentato (+1,8 per cento). Se invece andiamo a guardare l’ aumento tendenziale (un anno sull’ altro) i maggiori tassi di crescita rispetto a gennaio 2011 riguardano, ancora una volta, abitazione, acqua ed elettricità e combustibili oltre ai trasporti. Entrambi i comparti fanno registrare, entrambi, un rincaro del 7,3%. Forte aumento delle bevande e dei tabacchi (per effetto degli aumenti decisi con le ultime manovre). Ancora una volta, e il trend prosegue da anni ormai, a scendere sono solo i prezzi dei servizi di telefonia (-1,8%). Alimentari. Pane e pasta aumentano, rispettivamente, del 2,9% e del 2,1% su base annua. Prosegue la corsa senza freni dei prezzi del caffè (+0,5% mensile e +16,5% rispetto a gennaio 2011) e dello zucchero (+0,3% e +15,9%). Fanno un balzo in avanti, nel mese del blocco dei Tir, gli ortofrutticoli (+2,4%), in flessione su base annua dell’ 8,6%. Aumenti su base mensile più moderati si rilevano per i prezzi del pesce fresco di mare (+1,5%, +3,6% in termini tendenziali). Per contro, in questo stesso comparto, è da segnalare la diminuzione congiunturale dei prezzi della frutta fresca (-1,5%), in flessione anche su base tendenziale (-2,3%). Telefoni e gioielli. Salto in avanti dei telefoni fissi (+6,2% mensile e +11,6% su base annua). In rialzo mensile, ma più moderato, anche i telefonini (+0,4%) che però crollano del 22,6% rispetto al gennaio 2011. Rincari mensili anche per i computer (+2,4% e -5,4% in termini tendenziali) e per i relativi accessori (+1,4%, -10,1% su base annua). Infine, continuano ad aumentare i prezzi della gioielleria (+0,6%, +23,8% su base annua) vista la rivalutazione continua dell’ oro. Servizi. Passate le feste, crolla il prezzo dei biglietti aerei (-15,7%) che risulta però in aumento rispetto al gennaio 2011. Giù anche i pacchetti-vacanze e i biglietti dei treni (-0,8%) che aumentano su base annua del 7,4%. Non si ferma invece la crescita dei pedaggi autostradali (+4,0% su dicembre). Infine il decreto salva-Italia fa diminuire i costi di conti correnti e servizi finanziari (-6,5% mensile e -2,3% annuo). La batosta. Secondo l’ Adiconsum le famiglie spenderanno da 800 a 1100 euro in più a causa dell’ inflazione. Il Codacons stima 928 euro di maggiori costi (contro i 1.059 ipotizzati a dicembre). Soprattutto, l’ associazione non condivide i pesi assegnati al nuovo paniere che «falseranno inevitabilmente il calcolo dell’ inflazione», in particolare per la valutazione del costo dei carburanti. Per la Coldiretti è stato lo sciopero dei Tir a far volare il carrello della spesa mentre per la Federdistribuzione «il quadro è preoccupante» e un nuovo aumento dell’ Iva altamente sconsigliabile. La Confederazione agricoltori ricorda che il gasolio «è aumentato del 130% da gennaio 2010». Mentre per la Confcommercio il dato di gennaio «è in linea con le previsioni». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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