6 Febbraio 2012

Danni per 100 mln, prezzi alle stelle, merci siciliane ferme  

Danni per 100 mln, prezzi alle stelle, merci siciliane ferme
  le conseguenze. quintali di ortofrutta, partiti dalla sicilia e non consegnati, rischiano ora di andare perduti.

Catania. E’ arrivato anche il maltempo a mettere ulteriormente in ginocchio il settore agroalimentare italiano, dando anche un’ altra spallata all’ agroindustria in Sicilia. I danni nazionali sono gravissimi: 100 milioni di euro secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia), che evidenzia la paralisi del trasporto di latte, frutta, ortaggi e carne. Ma gelo e neve hanno anche devastato i campi coltivati (soprattutto ortaggi), distrutto serre e strutture aziendali. Centinaia le imprese agricole ancora isolate e in molte zone di campagna manca l’ energia elettrica. Condizioni che mettono a forte rischio tanti allevamenti bovini, suini, ovini e avicoli: a causa dell’ impercorribilità delle strade è, infatti, impossibile l’ approvvigionamento di mangime e foraggio. In questo modo oltre alla perdita di interi raccolti orticoli in campo aperto, sono andate distrutte tonnellate di prodotti deperibili che non è stato possibile trasportare. E qui si innescano le ricadute del maltempo in Sicilia, dove nonostante previsioni meteo allarmanti, la situazione sinora è rimasta nella quasi normalità stagionale, anche se i timori ci sono per i prossimi giorni. Ma l’ impercorribilità delle strade di mezza Italia ha creato problemi ai trasporti della nostra merce. Sandro Gambuzza è il presidente di Confagricoltura Ragusa, una delle aree più interessate anche stavolta dalla crisi, perché è da lì che partono ogni giorno, e tanto più in queste periodo, Tir carichi di ortofrutta. «Problemi enormi per le consegne – conferma Gambuzza – con ritardi che vanno dalle 16 ore ai due giorni. Con tutte le conseguenze del caso». Si possono fare, con la crisi meteo ancora in corso, soltanto alcune stime approssimative di quanta merce, nel settore dell’ ortofrutta, sia rimasta non consegnata e ferma da qualche parte: soltanto dal Ragusano si conta che siano partiti, ma non ancora arrivati a destinazione o giunti con ritardi notevolissimi, tra 30 e 40 Tir, ognuno dei quali trasporta 200 quintali di merce. Il calcolo, a questo punto, della merce ferma sta nella semplice moltiplicazione, quello dei danni, invece, è più complesso. «Perché – spiega ancora Sandro Gambuzza – in molti casi la merce potrebbe essersi deteriorata, in altri c’ è il rischio di una sovrapposizione di ordinativi, fatti prima dell’ esplosione del maltempo, quindi con troppa merce contemporaneamente da consegnare allo stesso committente. In tutti i casi – e Gambuzza lo dice sconsolato – a pagare saranno i produttori, perché questa è la legge dell’ agricoltura. Blocchi stradali per scioperi o neve e ghiaccio che sia, alla fine ci rimette sempre il produttore agricolo». E, bisogna aggiungere, i consumatori, perché, naturalmente, quando da qualche parte s’ inceppa la macchina, i prezzi salgono. Un automatismo che denuncia il Codacons, che ha riscontrato forti rincari dei listini in negozi e supermercati di tutta Italia, ricevendo numerose segnalazioni da parte dei cittadini. «Da un parte gli scaffali appaiono semivuoti in moltissimi esercizi commerciali – spiega il presidente Carlo Rienzi – dall’ altro si è registrato un elevato incremento dei prezzi per i prodotti ancora disponibili. Il fenomeno riguarda i generi alimentari, in particolare l’ ortofrutta, la carne e il pesce, per i quali le difficoltà di approvvigionamento legate al maltempo e ai disagi stradali hanno prodotto rincari assurdi che in alcuni casi arrivano al +200%, specie per frutta e verdura». «Si tratta di una situazione inaccettabile – prosegue Rienzi – la merce scarseggia e su quella ancora in vendita c’ è chi specula sulla pelle dei consumatori! La Guardia di Finanza deve effettuare subito controlli nei negozi e nei supermercati, sanzionando chi ha rialzato ingiustificatamente i listini».
 

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