Partono i saldi ma non c’ è grande entusiasmo
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fonte:
- La Sicilia.it
Anche a Ragusa, presto i negozi potranno restare aperti senza alcun obbligo di chiusura infrasettimanale e senza chiusure festive. Da ieri è partita in Italia la liberalizzazione degli esercizi commerciali in base al decreto legge 98 del 6 luglio 2011. In verità il Comune non ha ancora emanato uno specifico provvedimento ma all’ Assessorato comunale allo Sviluppo economico si sta lavorando per poter raggiungere un proficuo provvedimento che chiarisca ogni aspetto e le modalità attraverso cui intervenire. Non si esclude, ad esempio, il coinvolgimento della Polizia municipale per un controllo sul territorio soprattutto per garantire un adeguato ordine pubblico nelle ore serali. La liberalizzazione degli esercizi commerciali prevista dalla manovra finanziaria non elimina solo i vincoli di orario per negozi, bar, ristoranti, locali, grandi magazzini e supermercati, ma anche quelli che imponevano di rispettare la chiusura per mezza giornata durante la settimana, quella domenicale e quelle durante le festività. In vista dell’ entrata in vigore delle nuove regole, non tutti gli enti locali si sono organizzati. La legge concede infatti 90 giorni per adeguarsi. A Ragusa non c’ è ancora l’ atto ufficiale ma si sta lavorando per la stesura di direttive entro le quali muoversi affinché la liberalizzazione non diventi una deregulation tout court, evitando ad esempio che i locali aperti di notte, benché la loro apertura sia tutelata dalla nuova norma, diano fastidio al resto della collettività. Come in altri Comuni italiani, tra cui Roma, l’ idea è quella di garantire il rispetto del riposo e della quiete delle persone, nonché tutelare ogni altro diritto costituzionalmente riconosciuto. Confersercenti e Confcommercio avevano protestato contro una misura che a loro parere penalizza i piccoli commercianti rispetto alla grande distribuzione, anche se hanno cercato di verificare singoli accordi nelle varie regioni italiane. Intanto ieri sono anche partiti i saldi con prezzi scontati soprattutto nel campo dell’ abbigliamento. Dopo un Natale di magra si spera proprio nei saldi anche se già ci sono le prime guerre di cifre. Le associazioni dei consumatori annunciano un vero crollo anche nelle vendite a prezzo saldato. Confesercenti e Confocommercio sono più ottimiste. Per le associazioni dei consumatori i saldi saranno un flop. Secondo l’ Adoc c’ è da prevedere un calo nelle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%. Il budget non supererà i 90 euro a persona e non le 300 o 400 di cui si è parlato nei giorni scorsi. Anche nel capoluogo ibleo i negozi hanno atteso l’ avvio dei saldi con molta speranza. Ma nei fatti anche ieri non c’ è stata la classica corsa agli acquisti che si è registrata magari negli anni passati. Dinnanzi ad alcuni negozi, soprattutto nel centro storico, si è in effetti creato un piccolo capannello di persone che hanno aspettato con ansia l’ orario d’ apertura per poter scegliere i migliori capi di abbigliamento a prezzi scontati, ma in altri negozi non si sono certo fatti gli affari che ci si augurava. Una situazione difficile che va comunque monitorata. Intanto il Codacons, altra associazione di categoria, rileva che in alcuni negozi i saldi sono stati già anticipati di qualche giorno con sconti alla cassa e svendite particolari. "Questa situazione dimostra come i commercianti siano i primi fautori di una liberalizzazione dei saldi, che permetta di spalmare gli sconti nell’ arco di tutto l’ anno e di risollevare il volume delle vendite – rileva il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – In periodo di saldi è bene, comunque, prestare attenzione agli acquisti che si realizzano".
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