28 Dicembre 2011

I commercianti sperano nei saldi «Acquisti per 403 euro a famiglia»  

I commercianti sperano nei saldi «Acquisti per 403 euro a famiglia»
 

 MILANO DOPO la frenata sui consumi di Natale i commercianti sperano di prendersi la rivincita con la stagione dei saldi che in gran parte delle città italiane (comprese Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna, Napoli, L’ Aquila e Perugia) partirà giovedì 5 gennaio. Una data quasi unica (accettata da 14 Regioni su 20) che, commenta Renato Borgi, presidente di Federazione Moda Italia e vice presidente di Confcommercio, eviterà «da un lato spiacevoli diatribe e competizioni interregionali e dall’ altro disordine, incertezze e un’ anacronistica anarchia territoriale». L’ incertezza invece rimane su questi saldi 2012 in tempo di crisi. Confcommercio mostra un po’ di fiducia e stima che ogni famiglia spenderà 403 euro per capi d’ abbigliamento e accessori per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, il 18% del fatturato annuo del settore. «La crisi economica e una stagione autunnale caratterizzata da un clima mite ? sottolinea ancora Borghi ? non hanno favorito le vendite. Ora con l’ avvio dei saldi, con sconti attesi del 50% nel 90% dei negozi, confidiamo in una boccata d’ ossigeno». LE STIME dei commercianti vengono però contestate dai consumatori. Il Codacons prevede saldi-flop con una caduta del 30% delle vendite sul 2011. «Solo il 40% delle famiglie ? avverte il presidente Carlo Rienzi ? potrà permettersi qualche acquisto e la spesa procapite si attesterà sui 110 euro». E dopo la gelata sullo shopping natalizio (ogni italiano avrebbe speso 48 euro in meno) secondo l’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori anche per i saldi non si prevede «nulla di buono» con una spesa di soli 2,4 miliardi pari a 223 euro a famiglia (-19%). Negative le aspettative anche del presidente dell’ Adoc Carlo Pileri. Tra tasse, bollette e spese importanti accumulate a fine anno più il cenone e qualche regalo, i soldi delle tredicesime sono già finiti e quindi l’ ottimismo sui saldi è fuori luogo. Semmai c’ è da attendersi un calo delle vendite del 30% e un budget di 200 euro inferiore a famiglia rispetto alle cifre di Confcommercio. LA TENDENZA, ancora più accentuata quest’ anno per fronteggiare i minori consumi, a una valanga di promozioni pre-natalizie, a sconti ai clienti avvisati via sms, lettera o mail e alle offerte su Internet (dove chi ha acquistato sui siti americani ha goduto già dei saldi cominciati negli Usa l’ ultimo venerdì di novembre) ha fatto sì, avverte Pileri, che almeno un negozio su due abbia già offerto prezzi ribassati anche del 30-40% e questo dovrebbe convincere i commercianti ad anticipare i saldi prima di Natale. Ipotesi che non convince Borghi. Se è vero che quest’ anno la crisi ha fatto aumentare le promozioni, il nostro sistema produttivo e distributivo, spiega, è molto diverso da quello americano e i saldi, essendo capi rimasti di fine stagione, sono già fin troppo anticipati al 5 gennaio. I consumatori invece dovrebbero smetterla di «fare le Cassandre» con dichiarazioni «irresponsabili» che alimentano solo la sfiducia. Anche sui consumi di Natale che, conclude Borghi, sono stati più sobri e ridotti ma non si è verificato un crollo clamoroso.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this