Il Codacons: ogni italiano ha tagliato 48 euro dal budget per le feste
-
fonte:
- Il Messaggero
Consumi, un Natale più povero pochi regali e cena al risparmio
ROMA – Cenone di vigilia, pranzo di Natale e regali sotto l’ albero? Certo, ma con giudizio e con un occhio più che attento al portafoglio. Gli italiani alle prese con la crisi non hanno rinunciato alle feste. Però hanno contratto le spese, facendo afflosciare i consumi. La stime di Coldiretti affermano che, tra il 24 e il 25 dicembre, sono stati spesi 2,3 miliardi di euro, in cibi e bevande, nelle tavole imbandite. Un dato che conferma il fatto che non si sia voluto rinunciare all’ appuntamento più tradizionale dell’ anno, ma che fa emergere un calo del 18% rispetto a quanto si era speso nel 2010: 400 milioni tradotto in cifra. E per trovare un Natale altrettanto freddo, su questo fronte, bisogna tornare indietro addirittura al 2001. Vale a dire alle prime festività successive all’ attacco alle Torri Gemelle dell’ 11 settembre, quando ci fu un crollo del 28%. Ovviamente, la crisi dei consumi ha contagiato anche il tradizionale scambio di regali. Secondo il Codacons ogni italiano, quest’ anno, avrebbe tagliato di 48 euro la spesa per addobbi, ricordini e viaggi. Spese in flessione in tutti i comparti, mentre il settore che più di tutti ha risentito della crisi – assicura il Codacons – è quello dell’ abbigliamento e delle calzature, dove la riduzione delle vendite ha raggiunto quota 30%. Unica eccezione, lo dice la catena Euronics, la vendita di smartphone e tablet che ha registrato una «forte crescita» mentre l’ information technology (i computer ad esempio) ha tenuto. Secondo le proiezioni dell’ associazione dei consumatori, la stagione dei saldi non riuscirà a invertire la rotta e, anzi, il calo delle vendite potrebbe arrivare fino a punte del 40%. Natale fiacco anche dall’ osservatorio di Federconsumatori: la spesa totale per il Natale si sarebbe fermata a 4 miliardi di euro rispetto ai 4,4 che erano stati stimati, con una spesa media di 166 Euro. E i dettagli sui consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa mettono i brividi. Abbigliamento e calzature meno 18%, mobili, arredamento ed elettrodomestici meno 24%, profumeria e cura della persona meno 7%, giocattoli meno 3% e alimentazione meno 1,5%. «Il calo dei consumi era scontato perché in questa fase si saldano due elementi: la mancanza di soldi e il clima di sfiducia che ha colpito gli italiani», commenta Marco Venturi. Il presidente di Confesercenti va dritto al cuore del problema. «E’ chiaro –osserva Venturi – che le manovre che si sono susseguite, da quella estiva a questa del governo Monti, drenando 205 miliardi, non potevano non avere un effetto pesante sul Natale. Soprattutto l’ aumento dell’ Iva, che abbiamo contrastato, ha avuto un effetto micidiale e dirompente». Il numero uno di Confesercenti guarda al futuro: «La speranza che i saldi possano andare bene c’ è, ma non mi azzardo a fare previsioni. Piuttosto, il governo dovrebbe agire da subito sul versante del taglio della spesa pubblica per trovare risorse da destinare alla crescita». Dalle parti di Confcommercio, i numeri catastrofici delle associazioni dei consumatori non trovano conferma. «E’ prematuro fare valutazioni e, comunque, secondo una indagine che abbiamo realizzato un mese fa – frena Mariano Bella – a dicembre il calo dei consumi, Natale compreso, dovrebbe essere limitato all’ 1,5%». Il capo economista della confederazione indica nella grande distribuzione (iper e supermercati) i segmenti più in difficoltà con una contrazione delle vendite che oscilla tra il 3 e il 4%. «La crisi – ragiona Bella – è testimoniata dal fatto che tengono i discount. Segno che gli italiani, a corto di soldi, puntano a risparmiare il più possibile». Ridurre i prezzi per sostenere i consumi? Di fronte alla domanda, il dirigente Confcommercio risponde secco: «Magari fosse possibile. Il problema – argomenta – è che i commercianti sono l’ ultimo anello di una filiera produttiva che tiene alta l’ inflazione e impedisce di tagliare i prezzi. E la manovra Monti, con l’ aumento delle accise e della bolletta energetica ha aggravato le cose». RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: cenone, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti, consumi, crisi, Inflazione, monti, Natale, pranzo, Prezzi, vendite
