T-red, automobilisti parti civili
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fonte:
- il Tirreno
MONTECATINI. Automobilisti parti civili nel processo contro i "vampiri" ai semafori. Il gup del Tribunale di Milano, davanti al quale sono in corso da giugno le udienze preliminari per decidere l’ archiviazione o il rinvio a giudizio dei 33 indagati nell’ inchiesta sui T-red taroccati, ha accettato la richiesta di un centinaio di automobilisti. L’ istanza era stata presentata da 225 guidatori multati. Ammessi anche il Codacons e il Comune di Seveso. A fine gennaio verrà decisa la posizione degli indagati tra sindaci, comandanti di polizia locale, funzionari comunali e amministratori coinvolti nell’ indagine sui presunti appalti irregolari con i quali sono state assegnate a diverse ditte, tra cui la Centro Servizi di Larciano, l’ installazione e la gestione delle apparecchiature per la rilevazione automatica di infrazioni al semaforo in 35 Comuni. Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, a Segrate i semafori muniti di T-red, che multavano gli automobilisti protagonisti della denuncia del caso, sarebbero stati "truccati" riducendo la durata del giallo a meno di quattro secondi al solo scopo di far fare cassa – la stima è di oltre 2,4 milioni di euro – al Comune e alle aziende fornitrici che ricevevano una percentuale sulle contravvenzioni. In questo caso agli indagati è contestato il reato di abuso d’ ufficio di cui gli automobilisti sono stati ritenuti dal gup le possibili vittime. Negli altri 34 Comuni coinvolti, invece, tra i quali Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano e a livello toscano anche Portoferraio, Castellina Marittima, Castelfiorentino, Lari e Certaldo, sotto accusa ci sono solo le presunte irregolarità nell’ assegnazione degli appalti a Scae, CiTiEsse e Centro Servizi ai danni di imprese concorrenti, ma non degli utenti della strada. Di qui le contestazioni, a vario titolo, di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, subappalto irregolare. L’ associazione per delinquere finalizzata a turbare la libertà degli incanti è inoltre contestata anche a Simone Zari, 46 anni, di Larciano, socio della Centro Servizi. Oltre a Zari tra gli indagati toscani per i quali la Procura di Milano ha chiesto il processo, figurano anche Giuseppe Aringhieri, 62 anni, di Lari, in pensione e all’ epoca dei fatti capo dei vigili di quel Comune, il colleghi di Certaldo, Massimo Luschi, 38 anni e di Larciano, Stefano Bonaccorsi, 54 anni. Stando alla Procura fino al settembre 2008 i titolari delle imprese avrebbero organizzato «un accordo collusivo di cartello» per «l’ acquisizione di contratti» con le amministrazioni locali, grazie alla complicità dei comandanti dei vigili urbani. A questi venivano comunicate le «specifiche tecniche da inserire nel bando di gare» per orientare la scelta esclusivamente sui T-Red. Alle gare partecipavano le imprese del cartello che si erano accordate sull’ offerta. Quando le buste venivano aperte non c’ era che un unico vincitore e per gli automobilisti iniziava la "vampirizzazione" di soldi e la perdita dei punti sulla patente. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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