T-red, il tribunale dice no ai paullesi
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fonte:
- Il Giorno
PAULLO ? INCHIESTA T-red, richiesta di processo per 33 persone. Nell’ ambito della prima udienza preliminare, il pm di Milano Alfredo Robledo ha confermato la richiesta di rinvio a giudizio per 33 persone fra comandanti di polizia locale, sindaci e funzionari pubblici (tra questi anche il capo dei vigili di Paullo, Stefano Papalia). Gli indagati sono accusati a vario titolo di aver pilotato le gare d’ appalto per piazzare i T-red, i semafori incriminati, sulle strade di 35 Comuni sparsi in tutta Italia. IL GUP HA ACCOLTO la richiesta di oltre cento multati di Segrate, che potranno costituirsi parte civile. Oltre a quella dei cittadini, il gup ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Codacons. Doccia fredda invece per gli automobilisti di Paullo e Spino d’ Adda, a loro volta sanzionati dal «vampiro rosso», come era stato chiamato a suo tempo in occasione delle proteste degli automobilisti. Il giudice ha negato loro la possibilità di costituirsi parte civile. Richiesta respinta anche per Cria, la società produttrice dei T-red. «LA VOLONTÀ del sistema era solo quella di fare cassa e di consentire maggiori introiti al Comune», ha spiegato in aula l’ avvocato Francesca Fuso, che rappresenta i cittadini di Segrate sanzionati dai quali sono partite le prime denunce. Tra gli imputati c’ è proprio il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Stando alle indagini del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, il sistema dei semafori intelligenti avrebbe fruttato un «ingiusto vantaggio patrimoniale» alle amministrazioni locali, a discapito degli automobilisti. «Un sistema che metteva in pericolo anche i pedoni – ha continuato il legale delle parti civili – che non facevano in tempo ad attraversare la strada e rischiavano di essere investiti dalle auto». ANCHE Raoul Cairoli , amministratore unico della Ci.ti.esse, azienda che commercializzava in via esclusiva i T-Red, ed altri tre responsabili di società del settore figurano tra gli iindagati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti. I legali di Cairoli hanno chiesto al gup che gli atti vengano trasferiti per competenza al Tribunale di Como (la sua società ha sede a Rovellasca, nel Comasco) o, in caso di mancato accoglimento, che venga dichiarato il non luogo a procedere. Le prossime udienze sono state fissate per il 22 dicembre, quando dovrebbe terminare l’ esame delle difese, e per il 27 e 28 gennaio.
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