Putzu: «Bene il pacchetto per la crescita»
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fonte:
- La Nuova Sardegna
CAGLIARI. «È una manovra di grandi sacrifici ma ce l’ aspettavamo: oggettivamente non c’ erano molte alternative». Lo sostiene Massimo Putzu, presidente degli industriali sardi che riconosce a Mario Monti di aver «dosato» le misure con l’ opportuno equilibrio. Di parere diverso i commercianti, preoccupati per l’ aumento dell’ Iva annunciato per il prossimo settembre. Al mondo dell’ industria sono piaciute due cose: la detraibilità dell’ Irap sul costo del lavoro, e l’ intenzione del ministro Passera di creare tavoli di produttività attivi con le regioni. «Ci battiamo da anni per l’ Irap che noi abbiamo sempre giudicato un tributo iniquo e inaccettabile», dice Massimo Putzu. Per la Confindustria le misure possono essere propedeutiche per nuovi provvedimenti che favoriscano la crescita. «La vera sfida sarà quella contro l’ evasione fiscale», spiega il presidente degli industriali dell’ isola. Bocciata, invece, l’ ipotesi avanzata dal ministro Passera di pagare con i Bot al posto dei contanti, le aziende che attendono pagamenti dalla pubblica amministrazione. «Le imprese hanno bisogno di liquidità», afferma Putzu, «i sacrifici li fanno tutti? Li faccia anche la pubblica amministrazione che si metta in linea con le direttive europee laddove si prescrive che i pagamenti siano fatti entro determinati tempi». Quello dell’ Irap è un punto condiviso da tutto il mondo produttivo sardo. Si tratta di un tributo tra i più rilevanti per le entrate delle Regioni che possono variare l’ aliquota di 0,92 punti percentuali in aumento o in diminuzione rispetto all’ aliquota di base applicata ai soggetti del settore privato differenziato per settore di attività economica. In Sardegna l’ aliquota dell’ Irap è pari ai valori minimi e dal 2008 erano state previste per le piccole e medie aziende agevolazioni che prevedevano una riduzioen dell’ aliquota Irap di circa un punto percentuale o anche l’ esenzione per le organizzazioni che hanno finalità di promozione sociale. Sull’ aumento Iva anche la Confindustria ha qualche perplessità: «L’ incremento dell’ Iva ci preoccupa, può essere un freno al consumo». Luci e ombre nella manovra secondo la Confcommercio. Gli spiragli per un’ inversione di tendenza verrebbero dai provvedimenti di agevolazione alle imprese mentre il lato oscuro sta negli incrementi delle aliquote Iva che, in vigore a partire dal settembre del 2012, dovrebbero garantire, al 2014, 16 miliardi di maggiori entrate. «È una scelta pesante rispetto alla realtà di vendite al dettaglio già in recessione e rispetto alla prospettiva, nel 2012, di una ricaduta in recessione», è la tesi della Confcommercio. In Sardegna le vendite sono in calo ed è entrato in crisi anche il settore dei servizi. Nelle attività commerciali della Sardegna si è registrato un calo del 2,6 % delle vendite e – secondo la sede regionale della Banca d’ Italia diretta da Gioacchino Schembri – la flessione ha inciso soprattutto sulle imprese di piccole dimensioni. L’ incertezza pesa sulle famiglie e il Codacons teme che l’ imminente Natale possa essere il peggiore degli ultimi dieci anni sul piano delle vendite. Un termometro della crisi – secondo la Cia, la confederazione degli agricoltori, viene dalla vendita degli alimentari che si riprenderà per Natale ma che ha segnato un lieve calo nello scorso mese.
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