30 Novembre 2011

ANSA/ INFLAZIONE: ISTAT, A NOVEMBRE CALA, MA RIMANE DEL 3,3%

ANSA/ INFLAZIONE: ISTAT, A NOVEMBRE CALA, MA RIMANE DEL 3,3%  
SPINGE RIBASSI TURISMO,GASOLIO A +21,2%,CARO-ALIMENTARI CONTINUA

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 30 NOV – Rallenta al 3,3% l’inflazione a
novembre. Le stime preliminari dell’Istat mostrano una frenata
dello 0,1% rispetto al mese precedente. A ottobre l’indice dei
prezzi aveva toccato, infatti, il 3,4%, il livello più alto da
tre anni, spinto dall’aumento dell’Iva che aveva fatto temere
una nuova spirale inflattiva.
   A raffreddare questa tendenza al rialzo sono stati
soprattutto i servizi per il tempo libero, la cultura e la cura
della persona che hanno segnato un -1,2% da ottobre (con il
turismo e la ristorazione a -1,5%). Mentre è continuata la
corsa dei prodotti alimentari, che sono aumentati dello 0,7%
rispetto al mese precedente e del 3,1% su base annua. Beni
fondamentali come zucchero e caffé sono cresciuti a due cifre
rispetto al 2010 (+17%) superando di cinque volte l’andamento
dei prezzi, secondo quanto osserva la Coldiretti. La
Cia-Confederazione italiana agricoltori aggiunge che alla lista
dei rincari prodotti di larghissimo consumo come formaggi e
latticini (+5,1%), carne bovina (+2,6%), suina (+1,7%) e frutta
(+2,3%), e attribuisce gli aumenti al caro-carburanti.
   E’ vera corsa, infatti, per il prezzo del gasolio che è
salito dell’1,7% da ottobre e del 21,2% sull’anno. E i listini
dei prodotti energetici in generale hanno continuato a crescere
(dello 0,7% rispetto a ottobre e del 13,8% sul 2010) spingendo
verso l’alto le spese per i trasporti (+6,9% nell’anno ma -0,4%
da ottobre), per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e i
combustibili (+6,3% sul 2010 e +0,5% da ottobre).  Senza
considerare gli aumenti di beni energetici e degli alimenti
freschi, l’inflazione è minore di quasi un punto (+2,4%, -0,1%
da ottobre).
    Un calo dei prezzi al consumo non si vedeva da oltre un anno
(settembre 2010, -0,2%) ed è un caso piuttosto isolato
nell’Unione europea per la quale le stime flash dell’Eurostat
parlano di un indice dei prezzi stabile al 3%. Ma i giudizi su
cosa questo significhi sono diversi. Secondo l’Adiconsum è uno
"spiraglio nella preoccupante situazione" del Paese, mentre la
Confcommercio parla piuttosto di "ulteriori segnali di
recessione" e di aziende che rispondono al calo dei consumi
abbassando i prezzi a rischio della propria sopravvivenza. Anche
Confesercenti fa riferimento al "senso di responsabilità di
commercianti ed imprenditori che hanno limitato i danni
dell’aumento dell’Iva", mentre secondo Federconsumatori e
Adusbef solo la speculazione può spiegare prezzi così alti
nonostante i consumi in calo. Secondo il Codacons, l’inflazione
al 3,3% significa un ulteriore aumento del costo della vita di
970 euro a famiglia.(ANSA).
 

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