27 Novembre 2011

Telefonia, penali illegali se l’ utente decide di recedere  

Telefonia, penali illegali se l’ utente decide di recedere
 

Il Giudice di pace Rosa Anna Tremoglie ha dichiarato illegittime e vessatorie le clausole che prevedono l’ applicazione di penali in caso di recesso anticipato dell’ utente dal contratto prima del decorso di 24 mesi, inserite da Wind nei formulari dei contratti di telefonia business, annullando le fatture emesse da Wind, condanata anche alle spese di giudizio. Il Giudice di pace ha accolto la richiesta del Codacons contenuta nell’ arringa dell’ avvocato Agata Katy Leonardi, in difesa di un’ utente. Noi abbiamo sostenuto – dice la civilista – che si insiste da anni sul disvalore sociale di alcune pratiche seguite dalle società di telefonia e sulla necessità di condanne esemplari, tendenti a riequilibrare lo sbilanciato rapporto tra utenti e società. Nel caso in esame – dice ancora la civilista – il contraente deve essere inquadrato a tutti gli effetti nella nozione di consumatore, come la persona fisica che agisce per scopi estranei all’ attività imprenditoriale e non nella diversa nozione di professionista, così come la persona fisica o giuridica che agisce nell’ esercizio della propria attività imprenditoriale, con conseguente applicazione della normativa di maggior tutela prevista per il consumatore dal Codice del Consumo. Una decisione importante – afferma Francesco Tanasi segretario nazionale del Codacons – che tutela la figura del singolo contraente debole, consentendogli l’ effettività del diritto di difesa (il giudice ha rigettato l’ incompetenza territoriale), costituzionalmente garantito. (*rr*)Nel mirino i contratti cosiddetti business, che hanno una durata minima di ventiquattro mesi. Annullate pure tutte le fatture antecedenti la recessione.

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