17 Novembre 2011

Non si ferma la corsa dei prezzi «pesante» il carrello della spesa  

Non si ferma la corsa dei prezzi «pesante» il carrello della spesa
 

Roma. Il tasso dell’ inflazione in ottobre è stato calcolato dall’ Istat nel 3,4% su base annua, collocandosi al primo posto in graduatoria da ottobre del 2008. L’ inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,7%. La fiammata di ottobre viene attribuita alla recente manovra finanziaria e in particolare all’ aumento dell’ Iva al 21%. La crescita annuale dei prezzi dei beni è del 3,9%, mentre i prezzi dei servizi si riducono al 2,4%. In ottobre, comunque, risultano in accelerazione quasi tutti i prezzi al consumo, beni e servizi. Il "paniere della spesa", cioè le voci che figurano con maggiore frequenza nella spesa quotidiana aumentano dello 0,7% nel mese e del 3,8% nell’ anno. Una nota dell’ Istat sull’ accelerazione dei prezzi al consumo, osserva che la crescita riguarda quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Dal punto di vista settoriale, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dal rialzo congiunturale dell’ 1,8% dei prezzi dei beni energetici. I prezzi dei prodotti petroliferi tirano la volata all’ inflazione, come si vede dal rincaro della benzina (+17,8% su base annua e dello 0,8% nel mese). Il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è salito del 21,2% (+1,7% nel mese). Il prezzo del gasolio per riscaldamento è salito in ottobre dello 0,6%, mentre l’ aumento rispetto al 2010 è del 16,4%. Ma non ci troviamo di fronte a una inflazione da petrolio, perché tutto il settore dei prezzi è in moto: sigarette, caffè, zucchero volano. Rallentano le tariffe aeree e ferroviarie. Crescono i prezzi del pane e della pasta (+2,8% e +1,3% su base annua). Salgono di poco i prezzi della frutta fresca e della carne bovina. Gli agricoltori spiegano che i prezzi all’ origine sono sempre bassi e non riescono a ricostituire i margini di perdita delle aziende agricole. Ma quando i prezzi arrivano sui banchi dei mercati sono più alti e quindi si riduce il consumo di alimentari. Nei conti delle famiglie, si scopre che indumenti, scarpe e abbigliamento in genere sono cresciuti di oltre il 2%, mentre mobili e arredi presentano aumenti dei prezzi di mezzo punto. Stazionari i prezzi di beni e servizi per il tempo libero, mentre le comunicazioni confermano la tendenza al ribasso. L’ indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% sul piano congiunturale e del 3,2% su quello tendenziale. I dati Istat sui prezzi al consumo hanno scosso i rappresentanti dei consumatori. La parola d’ ordine è che "il nuovo governo deve contrastare le speculazioni". Poiché i prezzi salgono e i consumi scendono, i consumatori spiegano il fenomeno con l’ esistenza di "forti volontà speculative". Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Ferconsumatori e Adusbef, invitano il nuovo governo a contrastare l’ azione degli speculatori. Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, prevede un futuro nero: "Con un’ inflazione così alta, si preannuncia un Natale magro sul fronte delle vendite, probabilmente il peggiore degli ultimi dieci anni. L’ aumento dell’ aliquota Iva avrà pesanti e inevitabili effetti recessivi anche sui consumi". Evocare la speculazione al mercatino popolare nel momento in cui speculatori terroristi fanno saltare in aria gli "spread" tra Bpt e Bund fa un certo effetto. La speculazione, come la criminalità, è attirata dai Paesi dove le norme e gli strumenti di difesa garantiscono livelli di impunità più alti. Abbiamo dimenticato che i prezzi in lire raddoppiarono il giorno dopo l’ arrivo dell’ euro. Una ignobile speculazione, alla quale partecipò anche lo Stato, che raddoppiò addirittura l’ importo delle marche da bollo.

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