Non si ferma la corsa dei prezzi «pesante» il carrello della spesa
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Il tasso dell’ inflazione in ottobre è stato calcolato dall’ Istat nel 3,4% su base annua, collocandosi al primo posto in graduatoria da ottobre del 2008. L’ inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,7%. La fiammata di ottobre viene attribuita alla recente manovra finanziaria e in particolare all’ aumento dell’ Iva al 21%. La crescita annuale dei prezzi dei beni è del 3,9%, mentre i prezzi dei servizi si riducono al 2,4%. In ottobre, comunque, risultano in accelerazione quasi tutti i prezzi al consumo, beni e servizi. Il "paniere della spesa", cioè le voci che figurano con maggiore frequenza nella spesa quotidiana aumentano dello 0,7% nel mese e del 3,8% nell’ anno. Una nota dell’ Istat sull’ accelerazione dei prezzi al consumo, osserva che la crescita riguarda quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Dal punto di vista settoriale, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dal rialzo congiunturale dell’ 1,8% dei prezzi dei beni energetici. I prezzi dei prodotti petroliferi tirano la volata all’ inflazione, come si vede dal rincaro della benzina (+17,8% su base annua e dello 0,8% nel mese). Il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto è salito del 21,2% (+1,7% nel mese). Il prezzo del gasolio per riscaldamento è salito in ottobre dello 0,6%, mentre l’ aumento rispetto al 2010 è del 16,4%. Ma non ci troviamo di fronte a una inflazione da petrolio, perché tutto il settore dei prezzi è in moto: sigarette, caffè, zucchero volano. Rallentano le tariffe aeree e ferroviarie. Crescono i prezzi del pane e della pasta (+2,8% e +1,3% su base annua). Salgono di poco i prezzi della frutta fresca e della carne bovina. Gli agricoltori spiegano che i prezzi all’ origine sono sempre bassi e non riescono a ricostituire i margini di perdita delle aziende agricole. Ma quando i prezzi arrivano sui banchi dei mercati sono più alti e quindi si riduce il consumo di alimentari. Nei conti delle famiglie, si scopre che indumenti, scarpe e abbigliamento in genere sono cresciuti di oltre il 2%, mentre mobili e arredi presentano aumenti dei prezzi di mezzo punto. Stazionari i prezzi di beni e servizi per il tempo libero, mentre le comunicazioni confermano la tendenza al ribasso. L’ indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% sul piano congiunturale e del 3,2% su quello tendenziale. I dati Istat sui prezzi al consumo hanno scosso i rappresentanti dei consumatori. La parola d’ ordine è che "il nuovo governo deve contrastare le speculazioni". Poiché i prezzi salgono e i consumi scendono, i consumatori spiegano il fenomeno con l’ esistenza di "forti volontà speculative". Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Ferconsumatori e Adusbef, invitano il nuovo governo a contrastare l’ azione degli speculatori. Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, prevede un futuro nero: "Con un’ inflazione così alta, si preannuncia un Natale magro sul fronte delle vendite, probabilmente il peggiore degli ultimi dieci anni. L’ aumento dell’ aliquota Iva avrà pesanti e inevitabili effetti recessivi anche sui consumi". Evocare la speculazione al mercatino popolare nel momento in cui speculatori terroristi fanno saltare in aria gli "spread" tra Bpt e Bund fa un certo effetto. La speculazione, come la criminalità, è attirata dai Paesi dove le norme e gli strumenti di difesa garantiscono livelli di impunità più alti. Abbiamo dimenticato che i prezzi in lire raddoppiarono il giorno dopo l’ arrivo dell’ euro. Una ignobile speculazione, alla quale partecipò anche lo Stato, che raddoppiò addirittura l’ importo delle marche da bollo.
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