Prezzi, balzo record del diesel
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – Nuovo balzo record del diesel. Ieri la Staffetta quotidiana ha rilevato che il gasolio, è arrivato ad un massimo storico di 1,561 euro al litro. Un rincaro che, secondo i consumatori di Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, rappresenta, nel giorno dello sciopero, «la prova delle speculazioni sulla pelle degli automobilisti». Gli aumenti dei listini potrebbero però per il momento fermarsi qui. Il prezzo del petrolio ha subito un netto contraccolpo sia a Londra che negli Stati Uniti, penalizzato dai timori di un contagio in arrivo dall’ Italia nel resto d’ Europa. Nel giorno della debacle dei titoli di Stato italiani e del crollo di Piazza Affari per l’ incertezza politica che regna nel Paese e la necessità di immediate misure di austerity, il greggio americano è infatti arrivato a perdere il 2% scendendo sotto i 95 dollari al barile. Anche il Brent è sceso pesantemente, arretrando di quasi 2 dollari a 113 dollari al barile. Intanto la prima giornata di sciopero dei benzinai termina con l’ ennesima guerra di cifre tra chi la serrata l’ ha proclamata (Faib e Fegica) e chi (Figisc-Anisa) non ha invece partecipato, fidandosi delle rassicurazioni del governo. Le federazioni di Confesercenti e Cisl calcolano un’ adesione altissima, pari all’ 88% degli impianti, mentre i gestori della Confcommercio, parlano di un vero e proprio ‘flop’ e sposano i dati delle compagnie petrolifere che indicano invece una partecipazione limitata al 10-15%. «Il dato che emerge – affermano Fegica e Faib plaudendo a quello che è a loro dire un vero successo – rappresenta la dimostrazione solare di come non sia più consentito a nessuno esimersi dal dare risposte concrete o prendere in giro i cittadini a mezzo stampa. Ancora una volta, la categoria ha offerto la risposta migliore e più decisa alle ciniche speculazioni politiche e mediatiche del Governo», proseguono, condannando la «palese corresponsabilità e saldatura» tra petrolieri e ministero dello Sviluppo. Opposta la lettura della Figisc, che indicando percentuali minime di adesione (al massimo il 25% a Roma), sottolineano che «la stragrande maggioranza di gestori ha compreso l’ importante passo in avanti fatto per risolvere la questione che era al centro della vertenza aperta sul bonus fiscale».
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