1 Novembre 2011

Spesa salata, l’inflazione aumenta

Spesa salata, l’inflazione aumenta Incremento del 3,4%, è il dato più alto dal 1995. Pesa l’Iva, prezzi record per benzina e gasolio

Roma L’inflazione ad ottobre è volata al 3,4%, mettendo a segno un forte balzo in avanti rispetto a settembre, quando era al 3%. Per trovare un tasso così alto bisogna tornare indietro di tre anni esatti, all’ottobre del 2008. D’altra parte uno scatto di queste dimensioni non si registrava da tempo. Basti pensare che i prezzi al consumo nell’arco di un solo mese sono cresciuti dello 0,6%, come non accadeva dal lontano giugno del 1995.
La spinta più decisa ai rincari, come previsto, è arrivata dall’aumento dell’aliquota dell’Iva ordinaria (passata al 21% dal 20%). Incremento che, entrato in vigore il 17 settembre insieme alla manovra, ha per la prima volta prodotto appieno i suoi effetti ad ottobre.
Il termometro dell’Istat sui prezzi, stando alle stime preliminari, ha segnato le punte massime in corrispondenza del capitolo energia.
La corsa di benzina (+17,8%) e gasolio (+21,2%) non si è fermata, ma questa volta hanno contribuito anche le tariffe del gas (+11,3%), salite dopo l’adeguamento trimestrale comunicato dall’ Autorità per l’energia. E a stagione fredda ormai alle porte, si è rialzato anche il prezzo del gasolio da riscaldamento (+16,5%).
L’avanzata dell’inflazione, che prosegue senza salti all’indietro da 14 mesi, non risparmia neppure i piccoli piaceri o vizi quotidiani. Ormai sembra senza freni il rincaro della tazzina di espresso, con il caffè salito del 15,9% e lo zucchero del 16% e in deciso aumento risultano anche le sigarette (+7,1%). Ma l’impennata più forte, un altro effetto dell’ultima manovra, è stata registrata dal trasferimento di proprietà auto (+50%).
Numerosi i commenti a questa impennata dell’inflazione. Ecco il parere dell’Ufficio Studi della Confcommercio: “L’aumento mensile (+0,6%) stimato dall’Istat testimonia un più rapido adeguamento dei prezzi finali all’incremento dell’aliquota Iva dal 20 al 21%, rispetto alle nostre previsioni di un incremento dell’inflazione ad ottobre dello 0,4% rispetto al mese precedente”.
“Sono presenti effetti sistemici che traggono origine dall’incremento dei prodotti energetici – afferma la Confcommercio – Vengono, quindi, smentite le ipotesi che il sistema produttivo potesse tenere su di sè l’incremento dell’imposizione indiretta”.
Preoccupazione anche dalla Confesercenti che è tornata a ribadire che l’incremento dell’imposta è stato “un errore”. Particolarmente allarmati sono stati anche i commenti delle associazioni dei consumatori, il Codacons ha parlato di una “sciagura per le famiglie italiane” mentre Federconsumatori e Adusbef hanno calcolato una perdita di potere d’acquisto per ogni nucleo pari nel 2011 a oltre 1.600 euro. Inoltre le organizzazioni degli agricoltori, come Cia e Coldiretti, hanno fatto notare come abbiano risentito dell’aumento Iva anche i beni non direttamente coinvolti, dal pane alla verdura.

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