Il Tar dà i 10 giorni per il piano edilizio
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
MILANO Dieci giorni per depositare il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. Il Tar del Lazio, terza sezione bis, continua il pressing sul ministero dell’ Istruzione innescato a inizio anno dal Codacons, promotore della class action contro il fenomeno delle cosiddette «classi pollaio». Dopo la sentenza del 21 gennaio scorso, in cui i giudici intimavano l’ emanazione entro quattro mesi del piano generale – decisione ribadita il 9 giugno dal Consiglio di Stato – il Tar torna a fissare il percorso che, se ignorato, potrebbe anche portare al commissariamento. Secondo i giudici amministrativi (sentenza 552/2011), che avevano ammesso la prima class action contro la Pa, il ministero è inadempiente nella predisposizione del piano di messa in sicurezza e a norma delle strutture scolastiche. Violazione dei termini e/o mancata emanazione di un atto amministrativo, violazione di standard qualitiativi stabiliti e trasparenza e integrità delle Pa sono i presupposti sui quali era stata decisa l’ ammissibilità dell’ azione collettiva. Nel merito della domanda, i giudici avevano ritenuto che «nell’ ordinata architettura disegnata dal legislatore nel 1996, il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica all’ articolo 3 del Dpr 81/2009 avrebbe dovuto costituire un atto di programmazione» per individuare obiettivi e tempi per rendere sicuri e vivibili gli ambienti scolastici. Nelle more, ma solo per l’ anno scolastico 2009-2010, le scuole interessate dal piano avrebbero potuto ottenere deroghe sull’ indice di affollamento. Invece – secondo il Tar – con il decreto del 23 settembre 2009 è stato «compilato un elenco di scuole in situazione potenzialmente critica» su scarne informazioni dell’ anagrafe nazionale, demandando agli uffici scolastici regionali l’«elenco del disagio». Che, nei fatti, è cosa diversa dal «piano di riqualificazione». Gli istituti all’ indice erano 12mila e nel decreto d’ inizio anno scolastico del 2009 si chiedeva di derogare all’ aumento del tetto di alunni per aula previsto dalla riforma (Dpr 81/2009 regolamento applicativo dell’ articolo 64 della legge 133/2008). Deroga «solo» per l’ anno scolastico 2009-2010 per quelle scuole individuate dall’ elenco in quanto a forte rischio sicurezza. La deroga di fatto non è stata mai adottata in quanto il decreto è del 23 settembre, quando ormai le classi erano state già formate. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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