29 Ottobre 2011

Il Tar dà i 10 giorni per il piano edilizio  

Il Tar dà i 10 giorni per il piano edilizio
 

MILANO Dieci giorni per depositare il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica. Il Tar del Lazio, terza sezione bis, continua il pressing sul ministero dell’ Istruzione innescato a inizio anno dal Codacons, promotore della class action contro il fenomeno delle cosiddette «classi pollaio». Dopo la sentenza del 21 gennaio scorso, in cui i giudici intimavano l’ emanazione entro quattro mesi del piano generale – decisione ribadita il 9 giugno dal Consiglio di Stato – il Tar torna a fissare il percorso che, se ignorato, potrebbe anche portare al commissariamento. Secondo i giudici amministrativi (sentenza 552/2011), che avevano ammesso la prima class action contro la Pa, il ministero è inadempiente nella predisposizione del piano di messa in sicurezza e a norma delle strutture scolastiche. Violazione dei termini e/o mancata emanazione di un atto amministrativo, violazione di standard qualitiativi stabiliti e trasparenza e integrità delle Pa sono i presupposti sui quali era stata decisa l’ ammissibilità dell’ azione collettiva. Nel merito della domanda, i giudici avevano ritenuto che «nell’ ordinata architettura disegnata dal legislatore nel 1996, il piano di riqualificazione dell’ edilizia scolastica all’ articolo 3 del Dpr 81/2009 avrebbe dovuto costituire un atto di programmazione» per individuare obiettivi e tempi per rendere sicuri e vivibili gli ambienti scolastici. Nelle more, ma solo per l’ anno scolastico 2009-2010, le scuole interessate dal piano avrebbero potuto ottenere deroghe sull’ indice di affollamento. Invece – secondo il Tar – con il decreto del 23 settembre 2009 è stato «compilato un elenco di scuole in situazione potenzialmente critica» su scarne informazioni dell’ anagrafe nazionale, demandando agli uffici scolastici regionali l’«elenco del disagio». Che, nei fatti, è cosa diversa dal «piano di riqualificazione». Gli istituti all’ indice erano 12mila e nel decreto d’ inizio anno scolastico del 2009 si chiedeva di derogare all’ aumento del tetto di alunni per aula previsto dalla riforma (Dpr 81/2009 regolamento applicativo dell’ articolo 64 della legge 133/2008). Deroga «solo» per l’ anno scolastico 2009-2010 per quelle scuole individuate dall’ elenco in quanto a forte rischio sicurezza. La deroga di fatto non è stata mai adottata in quanto il decreto è del 23 settembre, quando ormai le classi erano state già formate. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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