30 Luglio 2011

La benzina accende l’ inflazione

La benzina accende l’ inflazione
 

ROMA Luglio mette una tregua alla corsa dei prezzi, con l’ inflazione che secondo le stime provvisorie dell’ Istat si stabilizza, anche se su livelli alti, a causa dei rincari per carburanti e bollette. Ma lo stesso mese riserva notizie peggiori sul fronte industriale, con la produzione in calo rispetto a giugno. Il Centro studi di Confindustria parla, infatti, di un «arresto» della già «debole ripresa». Se complessivamente l’ inflazione registra una pausa, a quota +2,7%, ovvero mantenendosi ai massimi dal novembre del 2008 (a Brescia l’ aumento è stato del 2,8% anno su anno e dello 0,6% sul mese precedente), a livello settoriale si scoprono alcuni comparti in forte aumento e altri in discesa. In particolare, l’ effetto spinta a luglio arriva da benzina (+13,5%) e gasolio (+17,5%), che trascinano al rialzo i trasporti, con i biglietti di aerei (+13,4%) e traghetti (+33,1%) che si impennano. In realtà tutti gli energetici presentano rincari, con le bollette di luce (+4,7%) e gas (+7,4%) in prima fila, anche a causa degli aggiornamenti trimestrali messi a punto dall’ Autorità per l’ energia a fine giugno. Ma c’ è anche qualche prodotto che a luglio è diventato più economico. Segnano un deciso passo indietro gli alimentari, protagonisti delle ultime accelerazioni dell’ inflazione. E a raffreddarsi sono soprattutto i prezzi di frutta e verdura fresca, ovvero dei prodotti stagionali. Intanto, per i Paesi della moneta unica Eurostat registra, sempre nelle stime, una discesa del tasso d’ inflazione, che cala al 2,5% dal 2,7% di giugno. Quanto all’ Italia, l’ indice che calcola il tasso di variazione dei prezzi nel Vecchio Continente, l’ Ipca, segna una decisa battuta d’ arresto per la Penisola (-1,7% su base mensile e +2,1% su base annua), ma il rallentamento è semplicemente dovuto all’ effetto saldi (depurato nei dati Istat). Se per i prezzi il mese di luglio significa stabilità, non è così per la produzione industriale: le previsioni del Centro studi di Viale dell’ Astronomia parlano di una brusca e negativa inversione di tendenza, con un calo dell’ attività dello 0,4% sul piano congiuntale e uno stallo (+0,1%) in termini tendenziali. «Il dato di luglio conferma l’ arresto della debole ripresa industriale italiana, in un contesto di progressivo rallentamento globale, che frena la domanda estera, e di una stagnazione della domanda interna», spiega il Csc, aggiungendo che livello di attività risulta ancora del 16,9% inferiore al picco pre-crisi (aprile 2008). Lo scenario previsto per luglio non entusiasma le organizzazioni dei consumatori che si dichiarano preoccupate per il livello dell’ inflazione: secondo il Codacons la stabilizzazione dei prezzi «è un illusione». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef, che ritengono «indispensabile avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione».
 

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