>ANSA-FOCUS/ RINVICITA BOTTEGHE, VENDITE IPERMERCATI CALANO 2,1%
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fonte:
- Ansa
ORA ANCHE SUPERMARKET SI FA MINI;COMMERCIANTI,DAVIDE BATTE GOLIA
(ANSA) – ROMA, 22 LUG – Si rinuncia a cambiare telefonino,
niente lavastoviglie nuova, si risparmia anche sui libri e sul
cibo, ma non si fa a meno di una visita al commerciante sotto
casa. Le vendite delle piccole attività aumentano infatti dello
0,2% a maggio mentre la grande distribuzione cala del 2,1%,
secondo gli ultimi dati Istat. La tendenza è ancora più
accentuata nel settore alimentare, dove gli ipermercati perdono
il 6,1% e i commercianti di quartiere guadagnano lo 0,3%.
E’ "Davide che batte Golia", esulta Confesercenti, mentre
Confcommercio invita a considerare i dati nel complesso dei
primi cinque mesi dell’anno, che mostrano un calo generalizzato
delle vendite. Eppure "il grande ipermercato sembra proprio
arrivato alla saturazione, sono già due anni che è in
difficoltà", riflette il direttore del Centro studi
dell’organizzazione, Mariano Bella.
La crisi dei giganti della distribuzione emerge anche nella
tendenza delle insegne principali a puntare sui format di minori
dimensioni con, per esempio, Unes, Coop, Selex e Sma focalizzate
sui supermercati di prossimità, posizionati nei centri storici
o entro le mura cittadine. Questi market hanno raggiunto il 6,2%
del mercato in Francia, Paese che spesso anticipa le tendenze
della distribuzione europea, secondo gli ultimi dati del centro
di ricerca Kantar Worldpanel. Si serve da loro il 60% dei
consumatori, in particolare i cittadini, di età avanzata e con
un forte potere d’acquisto. Del resto, sei persone su 10
dichiarano di voler ridurre al minimo il tempo dedicato alla
spesa e uno su due rinuncia a usare la macchina quando
possibile, fattori che escludono gli acquisti nei centri
commerciali.
L’interesse delle insegne della grande distribuzione per i
punti vendita del centro rischia di costituire una nuova
minaccia per i piccoli esercenti con aumenti degli affitti e una
concorrenza feroce sui prezzi. Migliaia di negozi rischiano di
chiudere i battenti entro fine anno, secondo il presidente del
Codacons, Carlo Rienzi; continuerebbe così la scia di
fallimenti che ha visto oltre 100 mila chiusure in cinque anni.
Il think tank britannico Nef (New economics foundation) mette
in guardia dall’avanzata delle "città clone", con le vie
principali caratterizzate dagli stessi identici negozi e
supermercati. Queste strade-standard sono ormai nel 41% dei
centri britannici e, oltre ad avere una minore coesione sociale,
rischiano di essere caratterizzate da una minore occupazione. Un
mercato tradizionale, infatti, dà lavoro a circa il doppio
delle persone assunte da un supermercato (una ogni 10 metri
quadrati).(ANSA).
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