Confindustria: crescita al palo nel terzo trimestre
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fonte:
- Il Mattino
Mentre gli occhi sono puntati sull’ andamento altalenante di Piazza Affari e sulla zavorra del debito pubblico italiano, continuano ad arrivare stime negative sull’ economia reale del Paese che resta in stallo. Nel terzo trimestre del 2011 la crescita sarà «quasi nulla», avvertono infatti gli economisti di Confindustria. E il centro studi di Confcommercio rivede al ribasso le stime sul pil italiano nel 2011 che dovrebbe fermarsi ad un insufficiente +0,8%, meno delle previsioni precedenti, comprese quelle del governo. L’ allarme bassa crescita, quindi, anziché attenuarsi si fa sempre più assordante. Secondo Confindustria, «per l’ Italia si profilano debolezza della domanda interna, minor forza di quella estera, ripercussioni dalle violente turbolenze finanziarie globali, stretta sui conti pubblici». Circostanze che determineranno «una crescita quasi nulla nel terzo trimestre dopo che nel secondo si è avuto un aumento dell’ 1,6% della produzione industriale, concentrato nella prima parte del periodo, che ha originato una temporanea accelerazione del pil». E la svolta, secondo gli industriali, non si vede perché «gli indicatori – si sottolinea – puntano ad una nuova e prolungata fase di variazioni del prodotto interno lordo che saranno molto difficilmente superiori all’ 1% annuo», anche per la concomitanza di «consumi piatti», un quadro degli investimenti «deteriorato» e dell’ export che «frena più dei mercati di sbocco». Una debolezza del tessuto produttivo che si traduce in un’ emergenza per l’ occupazione.Nell’ analisi mensile si ricorda come a maggio il tasso di disoccupazione sia salito all’ 8,1% (+0,1 su aprile) e al 28,9% (+0,4) tra i giovani sotto i 25 anni.«Le tante vertenze critiche aperte in tutto il Paese – commenta la leader della Cgil, Susanna Camusso – sono la conferma di una modalità di governo nazionale e locale che non ha in testa la crescita e lo sviluppo ma che in fondo accompagna processi di debolezza e deindustrializzazione del nostro Paese». E Confcommercio (che rivede in ribasso le previsioni del pil 2011 dall’ 1% allo 0,8%) parla anche di «effetti recessivi» legati alla manovra economica varata la scorsa settimana. Per il presidente, Carlo Sangalli, «inesorabilmente il taglio delle agevolazioni fiscali e il prevedibile aumento complessivo delle tasse avranno un ulteriore effetto depressivo su crescita e consumi». Servirebbe invece, dice, «un’ iniezione di fiducia, certezza e coesione sociale, che la politica con spirito bipartisan deve dare al Paese, per varare quei provvedimenti indispensabili e urgenti per far ripartire la nostra economia subito». Preoccupati i commenti delle associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori parlano di «consumi al palo» che saranno ulteriormente depressi dalla manovra del governo che determinerà un incremento costi per famiglia di 1.772 euro annui al termine del quadriennio 2011-2014. Secondo l’ outlook Censis-Confcommercio, «è verosimile pensare che nei prossimi mesi la dinamica dei consumi registrerà un ulteriore rallentamento». Considerazioni che il Codacons giudica «drammaticche» ma persino «ottimistiche», sottolineando come «ormai una famiglia su tre fatichi ad arrivare alla fine del mese». an.va. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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