>ANSA-FOCUS/ FISCO:CONFCOMMERCIO;SE PIU’IVA GIU’CONSUMI FAMIGLIE
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fonte:
- Ansa
-341 EURO ANNO SPESA, CORRE INFLAZIONE, EXTRA-DEFICIT DA 1,6 MLD
(ANSA) – ROMA, 22 GIU – Per i suoi impatti negativi su
consumi e Pil la manovra ‘piu’ Iva e meno Irpef’, per
Confcommercio è come il fumo negli occhi. L’effetto immediato
sarà, dice uno studio ad hoc dell’associazione dei
commercianti, un alleggerimento delle tasche delle famiglie di
341 euro annui, altrimenti destinati ai consumi. Non solo. La
manovra così delineata (Confcommercio traccia due scenari di
modulazione delle aliquote), non assicura parità di gettito
nelle casse dello Stato ma anzi, provocherà "un extra-deficit
tra 1,1 e 1,6 miliardi di euro che dovrà poi essere ricoperto"
dice lo studio. Insomma, una manovra "depressiva sui consumi,
recessiva sul Pil, anticompetitiva per alcuni settori" in
primis turismo e alimentare. Cresce il ‘fronte del no’
all’aumento di tassazione sulle cose: Nens boccia come "fallace
e sbagliato" il ritocco all’insù dell’Iva. Per il Codacons, è
"da irresponsabili: un’operazione di facciata sulle spalle di
famiglie che non arrivano alla terza settimana". La riforma
fiscale sarà certamente al centro della relazione del
presidente Carlo Sangalli domani all’assemblea di Confcommercio.
I due scenari ipotizzati dall’associazione dei commercianti
prevedono, nel primo caso, un incremento di un punto delle tre
aliquote Iva (dal 4 al 5%; dal 10 all’11%; dal 20 al 21%), pari
a un gettito aggiuntivo di 6,65 miliardi equivalente a un punto
di riduzione Irpef su tutte le aliquote. Nel secondo caso, un
incremento Iva differenziato (nessuna variazione al 4%; dal 10
al 12%; dal 20 al 23%), per un gettito aggiuntivo teorico di
14,53 miliardi, equivalente a 2 punti percentuali di taglio
Irpef.
In termini reali, calcola l’ufficio studi Confcommercio, il
calo della spesa delle famiglie si attesterebbe tra -0,87% e
-0,93%, con una discesa dei consumi oltre l’1%. A fronte di un
aumento della corsa dei prezzi tra +0,72% e 1,56%, vanificando
di fatto il maggior reddito monetario in tasca alla famiglie
(+0,65%; +1,43% nelle due ipotesi considerate). L’effetto
recessivo sul Pil corrisponderebbe a -0,57% oppure -0,65%.
Turismo, trasporti, alimentare, ristorazione, i settori
maggiormente colpiti. Ma minore spesa delle famiglie e aumento
dei prezzi riguarderebbero anche abbigliamento, calzature,
elettrodomestici e mobili. Vacanze e trasporti subirebbero un
calo dei consumi rispettivamente di -1,98% e -1,69%
(nell’ipotesi peggiorativa). A fronte invece di un innalzamento
dei prezzi pari rispettivamente a +1,88% e +2,12%.
Insomma, rileva Confcommercio, "risulta impossibile una
manovra a parità di gettito". Infatti, "l’incremento dei
prezzi dovuto all’incremento dell’Iva non solo neutralizzerà
gli effetti reali dell’incremento di reddito monetario ma
ridurrà il potere d’acquisto dei risparmi delle famiglie". Con
un’evidente implicazione recessiva. (ANSA).
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