Inflazione stabile ma la benzina corre
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
L’ inflazione a maggio rimane stabile al 2,6%, lo stesso livello già registrato ad aprile, in linea con il rallentamento nell’ area euro (+2,7%, secondo la stime di Eurostat, rispetto al 2,8% di aprile). Su base mensile, secondo le stime preliminari dell’ Istat, i prezzi rallentano la loro corsa, fermandosi a un +0,1%. Ma la frenata non riguarda benzina (+11,1% tendenziale), gasolio (+15,2% in decelerazione rispetto al +18,9% del mese precedente), trasporti (+5,7%), spese per l’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,8%), alimentari e bevande analcoliche (+3%) al top da due anni a questa parte."La variazione congiunturale dell’ indice dei prezzi al consumo per l’ Italia – commenta l’ Ufficio studi Confcommercio – risulta in forte riduzione rispetto al dato di aprile e gli aumenti restano concentrati soprattutto sull’ alimentare a causa degli andamenti stagionali e degli effetti delle tensioni registrate sul versante delle materie prime".Confagricoltura sottolinea che a maggio è fisiologico un aumento dei prezzi, come nel caso della frutta fresca "perché cambia la tipologia dei prodotti sui banchi di vendita". E la Cia-Confederazione italiana agricoltori aggiunge che le imprese agricole non traggono nessun vantaggio dall’ aumento dei listini al consumo, anzi risentono del caroenergia che aumenta i costi di produzione. Ma se l’ inflazione cresce, le famiglie italiane comprano di meno. Con un calo drastico dei consumi domestici. Come conferma anche Coldiretti: i consumi a tavola hanno registrato riduzioni record in quantità del 9% per la frutta e dell’ 8% per i prodotti ittici, ma diminuiscono anche il pane (-7%), i prodotti lattiero caseari (-6%) e le carni bovine (5%) "con un calo medio degli acquisti familiari in quantità del 4% nel primo trimestre del 2011. Ma nonostante il contenimento della spesa resta alta l’ attenzione alla qualità dei prodotti".Preoccupate le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef il tasso d’ inflazione anche se stabile, resta "pur sempre gravissimo". Visto che "si tratta dell’ unico dato, nel panorama economico italiano, che continua a crescere, di fronte, invece, a un andamento dei consumi e del credito al consumo in netto calo". Un dato allarmante è il rialzo sugli alimentari così come gli aumenti dei carburanti stanno incidendo non solo sulle tasche degli automobilisti, ma anche sui costi di tutti i prodotti trasportati su gomma". Per Codacons, se il trend di aumento dei prezzi alimentari dovesse continuare, a fine 2011 le famiglie italiane finiranno per pagare 250 euro in più (150 euro secondo le stime dell’ Adoc) rispetto al 2010 solo per il cibo. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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