30 Maggio 2011

Cetrioli-killer, Codacons: stop importazioni

Stop alle importazioni di cetrioli da tutta l’ Europa. Lo chiede il Codacons alle autorità sanitarie italiane dopo il caso degli ortaggi contaminati da un batterio-killer che hanno ucciso dieci persone in Germania mandandone in ospedale alcune centinaia. La richiesta di "misure urgenti" per bloccare l’ arrivo di cetrioli da tutti i Paesi europei è dunque fatta per tutelare la salute dei cittadini. "Il ministero della Salute e gli altri organi competenti devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa", afferma in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi. E’ anche indispensabile, prosegue la nota, "effettuare controlli stringenti su tutta l’ ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’ Olanda. Queste misure – secondo Rienzi – sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese". L’ associazione invita infine "i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura". Il contagio si allarga Intanto, se in Germania ci sono già dieci morti, i casi sospetti coinvolgono ormai molti Paesi europei, tra cui Francia, Gran Bretagna e Svizzera. Insomma, il bilancio dell’ intossicazione alimentare legata all’ epidemia del batterio E.coli, provocata in Germania dal consumo di cetrioli contaminati provenienti da Spagna e Olanda. Ma il batterio potrebbe provenire da altri Paesi ancora, visto che, secondo quanto riportato dall’ agenzia di stampa ceca Ctk, le autorità sanitarie avrebbero confermato che alcuni dei cetrioli importati in Spagna provenivano in realtà dalla repubblica ceca. Quel che è certo è che il contagio si sta estendendo a diversi Paesi europei. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo (Ecdc), altri 25 casi sarebbero stati individuati in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran Bretagna, due in Austria, uno in Olanda. Paesi ai quali si sono aggiunti anche la Francia, con tre casi sospetti "in corso di accertamento", hanno sottolineato le autorità di Parigi, e la Svizzera, dove è stato appena scoperto un secondo caso di contaminazione, confermato dalle autorità sanitarie, secondo le quali bisognerà però aspettare martedì per sapere esattamente di che tipo di batterio Ehec si tratta. Ma il Paese più colpito resta la Germania: le vittime sono dieci, gli esperti del centro per la prevenzione e il controllo parlano di almeno 276 persone infettate e definiscono quella scatenata dal batterio killer una delle peggiori epidemie mai verificatesi nel Paese. E la Coldiretti ha invitato ad evitare allarmismi, ma anche a preferire prodotti italiani.
 

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