9 Aprile 2011

>>>ANSA/ CRISI:FAMIGLIE;SALE REDDITO 2010,MA GIU’POTERE ACQUISTO

 
IN ULTIMI MESI SEGNI POSITIVI; PROPENSIONE A RISPARMIO AI MINIMI

   (ANSA) – ROMA, 8 APR – Il 2010 segna il ritorno alla crescita
del reddito nominale degli italiani (+0,9%) dopo la caduta
dell’anno precedente. Ma, il potere d’acquisto, cioé il reddito
in termini reali, scende ancora (-0,6%), mettendo a segno il
terzo calo consecutivo. Sono queste le cifre che emergono dal
rapporto dell’Istat sulla tenuta dei conti economici delle
famiglie. Insomma, il recupero c’é ma l’inflazione, rialzando
la testa, ha in parte corroso il vantaggio guadagnato.
   E se le tasche diventano più leggere si fa a meno di
risparmiare. La propensione a mettere da parte, che ha per lungo
tempo caratterizzato l’italiano tipo, in tempi di crisi crolla e
nel 2010 tocca il suo minimo storico, pari al 12,1, il livello
più basso dal 1990, data d’inizio delle serie storiche
dell’istituto. Allo stesso tempo la spesa per consumi sale
(+2,5%) e supera anche il rialzo del reddito. I bilanci delle
famiglie sono stati così trasformati dalla recessione: le
riserve si riducono e fanno spazio a uscite considerate
evidentemente indispensabili. Ma dall’ultimo trimestre dell’anno
arriva qualche segnale positivo e di riequilibrio.
   Negli ultimi tre mesi del 2010, infatti, oltre a una risalita
decisa del reddito lordo disponibile (+2% in termini tendenziali
e +1,4% a livello congiunturale), va anche meglio per il potere
d’acquisto, almeno a confronto con il trimestre precedente
(+0,8%), mentre su base annua si registra ancora uno stallo.
Sulla stessa linea il tasso di risparmio (12,4%) che riesce a
recuperare qualcosa sul periodo luglio-settembre (+0,5 punti),
ma il paragone annuo resta negativo (-0,8 punti). Intanto, la
spesa prosegue a correre (+2,9% annuo) tuttavia, pure in questo
caso, il raffronto tra quarto e terzo trimestre porta a un
ribilanciamento, con la crescita delle uscite inferiore a quella
del reddito (+0,8% contro +1,4%). L’andamento degli investimenti
fissi lordi, in cui rientra l’acquisto della casa, va contro
corrente, con una ripresa netta su base annua (+3,8% nel 2010) e
un cedimento congiunturale tra ottobre e dicembre (-0,4%).
   Passando dalle casse delle famiglie a quelle delle imprese e
in particolare delle società non finanziarie l’Istat registra
per l’intero 2010 un rialzo della quota di profitto (al 41,5%,
+0,5 punti), un aumento confermato su base annua anche dal
quarto trimestre (+0,2 punti).
   I dati diffusi dall’Istituto di statistica sono quindi
numerosi e i confronti si moltiplicano, per il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, "si tratta ancora una volta, in un
contesto che è stato e rimane difficile per molte famiglie
italiana, di leggere la tendenza positiva al miglioramento".
Esprimono preoccupazione i consumatori soprattutto per il calo
del potere d’acquisto che il Codacons sottolinea arriva "dopo
il crollo del 3,1% registrato nel 2009". Sulla stessa linea
Federconsumatori e Adusbef, che si dicono "non sorpresi".
Dall’altra parte la Confcommercio mette in guardia, senza una
ripresa decisa gli italiani si troveranno ancora di fronte al
bivio: "l’ulteriore ridimensionamento della quota di risparmio
accantonata ogni anno e la riduzione dei consumi". Reazioni
preoccupate giungono anche dai sindacati e dall’opposizione (Idv
e Pd). (ANSA).

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