Consumi/ A febbraio ancora crollo. Ecco dove conviene fare la spesa
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fonte:
- Affari Italiani
E’ Siena la citta’ piu’ conveniente dove fare la spesa, mentre Aosta e’ quella piu’ cara . Sono questi alcuni dei risultati di una ricerca svolta dal Codacons e da Spesafacile.com nelle 110 province italiane. Siena si piazza infatti al vertice della classifica del risparmio, risultando la citta’ dove per acquistare il paniere di beni individuato (latte, uova, pane, pasta, carne bovina, e beni legati alla persona come sapone, detersivo e dentifricio), si spende 49,83 euro . Al secondo posto si trova Vibo Valentia con 50,29 euro, seguita da Potenza 50,98 euro, Arezzo (51,41), Modena (51,46), Matera (51,81), La Spezia (51,93), Barletta-Andria-Trani (52,07), Caltanissetta (52,16), Palermo (52,24). Al contrario, le ultime 10 città in classifica sono le seguenti : Lecco (59,79 euro), Varese (59,84 euro), L’ Aquila (59,95 euro), Sondrio (60,34 euro), Novara (60,57 euro), Vercelli (60,96 euro), Olbia-Tempio (61,19 euro), Nuoro (61,49 euro), Verbano-Cusio-Ossola (62,10 euro) Aosta (63,83 euro). A febbraio i consumi sono calati dell’ 1,3% in termini tendenziali, dopo il 2,4% di gennaio . Lo segnala Confcommercio che diffonde oggi le sue ultime rilevazioni. "In termini congiunturali l’ indicatore (al lordo della vendita di automobili) mostra un contenuto incremento (+0,1%) dato che ha determinato una sostanziale stabilita’ nell’ ultimo trimestre. Il quadro congiunturale continua ad essere caratterizzato da una ripresa economica dai toni abbastanza contenuti ed altalenanti , con limitati effetti sul mercato del lavoro, situazione che continua a produrre un elevato grado di incertezza sulle prospettive a breve e medio termine dell’ economia italiana e condiziona i comportamenti delle famiglie".Per Confcommercio "questo contesto e’ confermato dal regresso registrato a marzo dal clima di fiducia delle famiglie , le quali ritengono possibile il permanere di difficolta’ anche nei prossimi mesi". Anche il clima di fiducia delle imprese mostra un andamento incerto. Nel mese di marzo, solo per le imprese manifatturiere il sentiment rilevato dall’ Istat segnala un miglioramento, a fronte di un regresso registrato presso gli operatori del commercio e dei servizi. "Il diverso atteggiamento degli operatori e’ sintesi di quanto accade sul versante produttivo. Secondo l’ indagine rapida di Confindustria, la produzione industriale dovrebbe aver registrato a marzo un contenuto miglioramento (+0,4 rispetto a febbraio), tendenza che, stando agli ordini (+0,9% congiunturale), dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. La dinamica tendenziale dell’ Icc di febbraio riflette, in linea con quanto registrato nei mesi precedenti, una netta contrazione dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni (-2,3%) ed un aumento della domanda di servizi (+1,4%). I prezzi dei beni e dei servizi che compongono l’ Icc hanno evidenziato un tasso di crescita piu’ contenuto rispetto a quanto registrato a gennaio, determinato soprattutto dalla decisa riduzione dei prezzi, in termini tendenziali, registrata dall’ abbigliamento, dalle calzature e dai servizi per le comunicazioni. E’ proseguita la fase di accelerazione dei prezzi per carburanti ed alimentari determinata dall’ andamento delle materie prime". Spiega l’ indagine che "la domanda per beni e servizi ricreativi ha mostrato, rispetto a febbraio 2010, un incremento dell’ 1,4%, a cui ha contribuito in larga parte il permanere di un trend espansivo per la componente relativa alle spese per giochi, lotterie e scommesse. La spesa per i servizi di ristorazione e d’ alloggio ha evidenziato una sostanziale stagnazione, con una variazione in termini reali dello 0,1%. I consumi per beni e servizi per la mobilita’ hanno mostrato una netta diminuzione in termini tendenziali (-15,7%), come riflesso del calo della domanda di autovetture da parte dei privati . Nel mese di febbraio la domanda di beni e servizi per le comunicazioni e per l’ Ict domestico ha registrato, rispetto all’ analogo mese del 2010, una crescita di un certo rilievo (+3,8), andamento determinato dalla componente relativa ai beni. I volumi acquistati dalle famiglie per beni e servizi per la cura della persona hanno mostrato un incremento dello 0,6%. Gli articoli di abbigliamento e calzature hanno evidenziato un incremento dell’ 1,1%, confermando l’ andamento positivo dei saldi, che ha comunque attenuato solo in minima parte la situazione di forte difficolta’ in cui versa da tempo il settore. Infatti, per ottenere due variazioni positive dei volumi venduti – a gennaio e febbraio – le imprese della filiera hanno ridotto i prezzi di vendita, rispetto allo scorso anno, del 3,3% e del 4,0% nei suddetti mesi. La domanda di beni e servizi per la casa ha mostrato a febbraio una sostanziale stagnazione (+0,1%). Infine, per quanto concerne i consumi delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per febbraio segnala un ulteriore e deciso ridimensionamento (-1,6%).
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