Lo scontrino meno caro del Veneto si batte alle casse dei supermercati trevigiani
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fonte:
- Il Gazzettino
Lo scontrino meno caro del Veneto si batte alle casse dei supermercati trevigiani. Per pane, pasta, uova, latte, ma anche detersivo e bagnoschiuma e tutto quel che compra di solito una famiglia ogni settimana, nella Marca si spendono poco meno di 55 euro, a patto di scegliere i prodotti in offerta. A fare la spesa è stato il Codacons: l’associazione dei consumatori ha preso in esame un paniere con 28 beni di uso comune, alimentari di prima necessità, appunto, ma anche articoli per l’igiene personale e della casa. Insomma, le compere settimanali tipo di un nucleo familiare medio. E ne ha verificato il costo più basso in base a sconti e promozioni nella quasi totalità dei punti vendita italiani della grande distribuzione – assicurano gli stessi curatori -, grazie alla collaborazione del sito specializzato www.spesafacile.com. E dai risultati ha poi stilato una classifica tra le 101 provincie del Belpaese. Per riempire il carrello, tra Piave e Montello, dunque si devono sborsare 54 euro e 59 centesimi, meno che in ogni altra area della regione. Certo, la «gara» si gioca sul filo dei centesimi: a Venezia, seconda nella graduatoria regionale, occorrono in media 54,68 euro; a Vicenza 54,75, a Verona 54,86, mentre Padova totalizza 54,90 euro. Il conto nei market bellunesi sale a 55, 39, ma la spesa più «salata» del Veneto risulta, un pò a sorpresa, a Rovigo, con 57 euro e 62 centesimi.
Nel Trevigiano un chilogrammo di pasta di semola, secondo il censimento dei consumatori, costa 1 euro e 54; se ci si vuole aggiungere pure il sugo, bisogna preventivare un altro euro e 26 per un litro di polpa di pomodoro. Preferite il riso? Un euro e 73 al chilo. Magari al burro? Un euro e 59, per 300 grammi. E ancora: un chilo di zucchine vale 1,49, tre etti di carne bovina 2,55. Il sapone liquido costa 1,14 euro, il bagnoschiuma 3,08. Su scala nazionale, la Marca occupa il 38esimo posto: rifornire la dispensa nostrana comporta un esborso di 4 euro e 66 centesimi inferiore a Siena, primatista di convenienza. Disperazione delle massaie, invece, in quel di Aosta, la più dispendiosa a quota 63,83 euro.
«Facendo la spesa nella città più conveniente spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons -, a fine anno si avrà un risparmio pari a circa 800 euro a famiglia rispetto alla città più costosa».
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