L’inflazione vola al 2,5% a marzo Il caro-petrolio soffia sui prezzi
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Non si ferma l’ inflazione. Anzi, a marzo segna un nuovo record e passa al 2,5% dal 2,4% di febbraio. Sono queste le stime provvisorie rese note dall’ Istat che ha rilevato un aumento congiunturale dello 0,4% (marzo su febbraio). Siamo ai livelli più alti dal novembre 2008 quando il tasso tendenziale (cioè rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente) segnò un incremento del 2,7% e la crisi economica stava per entrare nella fase più acuta. Non cambia il quadro generale: a spingere l’ indice dei prezzi verso l’ alto sono i generi alimentari insieme ai carburanti e ai prodotti energetici non regolamentati (come per esempio, gasolio da riscaldamento, bombole a gas, etc.). Lo dimostra il fatto che l’ inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, segni un +1,8% mentre, se si escludono solo i prodotti energetici, arrivi a +1,9%. Tuttavia, afferma l’ Istat, a sostenere la dinamica dei prezzi sono anche i servizi e in particolare i trasporti e i servizi ricreativi, culturali e per la persona. La novità è rappresentata dalle offerte legate ai fattori stagionali: come gli affitti delle case per la villeggiatura (+3,8 su base mensile) o i pacchetti-vacanza (+4% su base annuale e +1,4% rispetto a febbraio). E poi c’ è il trasporto aereo che ha registrato un’ impennata del 12,7%, esattamente la stessa crescita registrata dalla benzina (salita di un bel 3,4% rispetto a febbraio). Ancora più forte l’ aumento del gasolio (18,4% su base annua e 4,3% mensile). L’ Istat rileva un’ accelerazione in marzo rispetto a febbraio e non poteva andare diversamente con la crisi libica in pieno svolgimento e il petrolio stabilmente tra 105 e 115 dollari al barile. La situazione peggiora se si guarda all’ Ipca, l’ indice armonizzato europeo che registra un aumento del 2% rispetto a febbraio e del 2,6% rispetto ad un anno fa con un vero e proprio balzo in avanti rispetto alla situazione registrata in febbraio che riportava una crescita del 2,1%. Ma, osserva l’ Istat, ciò è in gran parte dovuto alla fine dei saldi e delle vendite promozionali inclusi in questo indice. Si tratta di livelli che ci pongono in linea con il tasso medio dell’ Eurozona che presenta una crescita del 2,6% contro il 2,4%, sempre tendenziale, riscontrato a febbraio. Tirando le somme, il tasso d’ inflazione acquisita in questi tre mesi è dell’ 1,8%. Livelli che provocano le risentite proteste dei consumatori. Il Codacons stima una stangata da 1.240 euro a famiglia: «Come se non bastasse si lamenta il presidente Carlo Rienzi il governo ha pensato bene di aumentare le accise sui carburanti, decisione folle che avrà ripercussioni sull’ inflazione nei prossimi mesi». Federconsumatori e Adusbef ritengono che «nella situazione in cui si trova il Paese oggi, un tasso d’ inflazione ai massimi dal 2008 è inspiegabile oltre che ingiustificabile. E chiaro che ci troviamo di fronte a forti speculazioni». Il Pd, con Antonio Lirosi, chiede «con urgenza una nuova agenda al governo» e ne mette sotto accusa la politica economica. La Confcommercio getta acqua sul fuoco e afferma che «il dato di marzo era ampiamente atteso, coerente con un’ inflazione attesa del 2,7% nel 2011». Per Susanna Camusso, leader della Cgil, «l’ inflazione è particolarmente pericolosa perché senza crescita economica determina un deterioramento delle condizioni di vita». Centromarca esprimono «fortissime preoccupazioni soprattutto sulle voci di aumento dell’ Iva sui beni di consumo», afferma il presidente Luigi Bordoni. E "scarica" la responsabilità dell’ aumento dell’ inflazione soprattutto «sui settori non esposti alla concorrenza». Per Confesercenti «tira una brutta aria sull’ economia». I più proccupati sono gli agricoltori che, afferma Confagri, «subiscono la doppia morsa dell’ inflazione» stretti nella «forbice costi-ricavi; per la prima volta i prezzi all’ origine dei prodotti agricoli sono in discesa (-0,9% secondo Ismea) ma i costi sono continuati a salire (+0,1%)». Un modo per dire che non sono gli agricoltori ad «avvantaggiarsi minimamente dei rincari al consumo». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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