Tassa sul contante, correntisti in rivolta
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
«I dati di Bankitalia sull’ aumento dei tassi del credito al consumo confermano quanto affermato, da tempo, dalle associazioni Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – denuncia il Codacons – le famiglie italiane stanno attraversando una crisi profonda, che le costringe a indebitarsi sempre di più, a fronte della riduzione del risparmio e del potere d’ acquisto, soprattutto per le pensioni e per i redditi bassi. Come se non bastasse, un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la «tassa sul contante». Si tratta di una nuova imposizione dell’ importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante dal proprio conto corrente». «Bankitalia intervenga urgentemente per fermare questa vergogna – affermano le associazioni di Casper – l’ idea che un cittadino debba pagare per poter disporre del proprio denaro, soprattutto alla luce degli ultimi drammatici dati economici, è un ritorno ritornoal Medioevo e l’ esempio concreto di come gli istituti di credito introducano periodicamente nuovi balzelli con l’ unica ragione di «spremere» i consumatori e arricchire le proprie casse. La situazione economica è grave, non vorremmo che i consumatori siano costretti a ritirare gli ultimi 3 euro sul proprio conto spendendo la stessa cifra in commissioni, sarebbe il colmo. Ad ogni modo, invitiamo i correntisti a verificare in tempi rapidi se la propria banca è tra quelle che applicano la «tassa sul contante» e, in tal caso, a chiudere il conto e passare ad altro istituto di credito che non applica la medesima tassa che riteniamo iniqua». Come si può dare torto al Codacons su un caso come questo.
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