Telefoni, Comune contro governo
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fonte:
- il Tirreno
GROSSETO. Il Comune di Grosseto rivuole indietro dallo Stato più di 300mila euro. E incarica un avvocato per riscuotere il maltolto. C’ è una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria del Veneto, che il 10 gennaio scorso ha riconosciuto illegittima la cosiddetta tassa di concessione governativa applicata da anni ai telefoni cellulari: chi li ha con l’ abbonamento, ha sempre pagato 5,16 (utenze private) o 12,91 euro (business) in più sulla bolletta mensile. La decisione della Commissione veneta ha scatenato un putiferio, e soprattutto le associazioni dei consumatori che invitano da giorni tutti i cittadini a fare causa allo Stato per riavere indietro i soldi (a quanto pare) ingiustamente versati. La vertenza può farla chiunque abbia un telefonino in abbonamento: per saperne di più si può consultare, per esempio, il sito del Codacons (wwwcodacons.it) che sta preparando una class action contro l’ erario. Ma è chiaro che i privati cittadini che pagano le telefonate via cellulare con l’ abbonamento mensile sono ormai molto pochi. E così non passa neppure una settimana dalla notizia, e il Comune di Grosseto ha già in campo l’ avvocato. Marco Giuri, del Foro di Firenze, che seguirà il contenzioso non solo per Grosseto ma anche per altre decine di Comuni toscani che aderiscono all’ iniziativa lanciata dall’ Anci. Gli uffici finanziari del Comune di Grosseto, da parte loro, hanno già fatto i calcoli. L’ ente ha usufruito in media di 300 telefoni cellulari "aziendali" l’ anno. Considerati i 12,91 euro di tassa governativa sborsati ogni mese per ciascuno di quei telefoni, si arriva a 155 euro l’ anno per apparecchio; cifra che moltiplicata, appunto, per 300, fa 46.500 euro circa. Siccome poi l’ azione avviata dall’ Anci punta a riavere indietro il balzello versato sin dal 2003, il conto è presto fatto: ben più di trecentomila euro. E.G.
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