26 Febbraio 2011

Stangata sulla benzina In arrivo nuovi aumenti

 L’ Eni alza il prezzo di 2 centesimi. Oltre 200 euro in più a famiglia. Rincari a catena

 DA MILANO  L a crisi libica ha raggiunto i distributori di benzina italiani. La si vede nelle colonnine delle pompe di carburante e ha la forma di prezzi strabilianti. L’ Eni ha corretto i suoi listini per la seconda volta in otto giorni. Due centesimi in più su ogni litro di benzina e gasolio che si vanno ad aggiungere agli 1,5 centesimi di aumento consigliati ai distributori mercoledì. Adesso la prima compagnia nella distribuzione di carburanti in Italia (controllata al 30% dal ministero del Tesoro) suggerisce di vendere la verde a 1,536 litri e il diesel a 1,426. I rivali si stanno adeguando o lo faranno nei prossimi giorni. Solo qualche millesimo di euro ci separa dai massimi storici toccati nell’ estate del 2008, con la benzina a 1,56 al litro. Secondo le stime della Figisc – l’ associazione dei distributori che fa parte di Confcommercio – alle pompe tutto è pronto per nuovi (tristi) record: con le ultime quotazioni raggiunte dal petrolio ci possiamo aspettare per i prossimi giorni ulteriori incrementi tra gli 1,5 e i 2 centesimi di euro al litro. Sui mercati internazionali – dove le Borse ieri hanno recuperato qualcosa delle perdite degli ultimi giorni – il panico petrolifero sembra scemare. A New York i contratti futures sui barili di greggio in vendita ad aprile, che giovedì avevano superato i 100 dollari prima di rientrare, ieri hanno guadagnato solo lo 0,8% a quota 98. Il Brent londinese, dopo la corsa fino a 120 dollari e retromarcia, è salito di 48 centesimi fermandosi sotto i 112. E’ anche merito dell’ Arabia Saudita che, come richiesto dagli Stati Uniti e dall’ Europa, ha aumentato la produzione di 700mila barili al giorno, più o meno la quantità di greggio che, secondo le stime, non sta più arrivando dalla Libia. Altre rassicurazioni arrivano sorprendentemente dal caos libico, dove la colazione che controlla Bengasi ha garantito che il Paese rispetterà i contratti petroliferi siglati con gli stranieri. Ma rispetto alle quotazioni del petrolio di una settimana fa siamo sempre sopra di 20 dollari, un balzo che inevitabilmente si sta facendo sentire alla pompa. Chi ha provato a fare i calcoli sulle conseguenze L’ Arabia Saudita interviene e il petrolio cala. Borse in recupero Ma gli aumenti dei listini dei carburanti proseguiranno più spicciole per i portafogli degli italiani ha ottenuto risultati diversi, ma sempre preoccupanti. Le associazioni dei consumatori che aderiscono al comitato Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) dicono che ogni famiglia finirà con lo spendere 210 euro all’ anno in più a causa dei rincari, 120 euro di costi indiretti e 90 solo per i rifornimenti. Adusbef e Federconsumatori sono ben più pessimistici. Calcolano che ogni famiglia finirà spenderà 607 euro in più quest’ anno a causa della crisi libica, e a questi si dovranno aggiungere altri 126 euro di «costi indiretti» in altri comparti dell’ economia e del manifatturiero. Di «rincari a valanga » parla anche Coldiretti. Dall’ Eni un portavoce ha invitato i clienti a usare di più il ‘ fai da te’ , perché senza farsi servire da un benzinaio chi è «un po’ più accorto riesce a contenere questi aumenti». Chi si aspetta provvedimenti drastici dal governo, come il taglio della velocità massima in autostrada imposti da Madrid, resterà deluso. «Allo stato attuale la decisione della Spagna non mi convince – ha chiarito il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli -. Certo se gli aumenti dei prezzi dei carburanti proseguiranno dovremmo prendere qualche decisione anche noi».

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