14 Febbraio 2011

In arrivo una valanga di ricorsi

In arrivo una valanga di ricorsi
 

Sull’ università italiana, alle prese con cronici problemi di sottofinanziamento, sta per abbattersi una tegola giudiziaria che potrebbe far sballare i bilanci già disastrati di molti atenei. In particolare di quelli che in questi anni hanno attinto al bacino dei docenti a contratto in maniera un po’ troppo disinvolta. Accanto ai professori e ricercatori incardinati nel sistema esiste, infatti, una larghissima fetta di contrattisti che di fatto svolgono le loro stesse mansioni percependo però un compenso simbolico, spesso gratuito e senza trattamenti assistenziali e previdenziali.Molti di questi, mandati a casa perché i requisiti minimi stabiliscono che i corsi di laurea possano sopravvivere solo se esiste un numero preciso di docenti incardinati, hanno deciso di far valere i propri diritti supportati dal Codacons. Per ora sono circa 2 mila ma il numero è destinato a crescere visti anche i dati di partenza: i docenti a contratto dopo l’ entrata in vigore del 3+2 hanno avuto infatti un vero exploit: da circa 30 mila nel 2002 a oltre 45 mila nel 2008. L’ azione della Codacons punta a ottenere il risarcimento danni per gli anni di lavoro trascorsi (mesi estivi non retribuiti, scatti non riconosciuti, contributi mancati). E ottenere che il proprio contratto a tempo si tramuti in contratto a tempo indeterminato. Un vero salasso per le casse degli atenei.

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