In arrivo una valanga di ricorsi
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fonte:
- Italia Oggi
Sull’ università italiana, alle prese con cronici problemi di sottofinanziamento, sta per abbattersi una tegola giudiziaria che potrebbe far sballare i bilanci già disastrati di molti atenei. In particolare di quelli che in questi anni hanno attinto al bacino dei docenti a contratto in maniera un po’ troppo disinvolta. Accanto ai professori e ricercatori incardinati nel sistema esiste, infatti, una larghissima fetta di contrattisti che di fatto svolgono le loro stesse mansioni percependo però un compenso simbolico, spesso gratuito e senza trattamenti assistenziali e previdenziali.Molti di questi, mandati a casa perché i requisiti minimi stabiliscono che i corsi di laurea possano sopravvivere solo se esiste un numero preciso di docenti incardinati, hanno deciso di far valere i propri diritti supportati dal Codacons. Per ora sono circa 2 mila ma il numero è destinato a crescere visti anche i dati di partenza: i docenti a contratto dopo l’ entrata in vigore del 3+2 hanno avuto infatti un vero exploit: da circa 30 mila nel 2002 a oltre 45 mila nel 2008. L’ azione della Codacons punta a ottenere il risarcimento danni per gli anni di lavoro trascorsi (mesi estivi non retribuiti, scatti non riconosciuti, contributi mancati). E ottenere che il proprio contratto a tempo si tramuti in contratto a tempo indeterminato. Un vero salasso per le casse degli atenei.
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