4 Febbraio 2011

La nuova frenata dei consumi

La nuova frenata dei consumi
 

ROMA Il 2010 si chiude con una nuova frenata dei consumi: una contrazione che, secondo la stima di Confcommercio, è dello 0,4%, dopo il -0,6% del 2009. Ma almeno il 2011 si apre con qualche segnale positivo, che arriva dal mondo del lavoro: a gennaio infatti le ore di cassa integrazione autorizzate dall’ Inps sono calate del 25,5% su base annua, e del 30,3% su base mensile.Nel solo mese di dicembre, secondo l’ Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), gli acquisti si sono ridotti dello 0,5% in termini tendenziali, a fronte del -0,9% di novembre, restando invariati rispetto al mese precedente, a conferma di una sostanziale stagnazione della domanda. «Il quadro economico congiunturale si presenta ancora caratterizzato da dinamiche produttive piuttosto contenute», commenta Confcommercio. Il comparto più dinamico si conferma quello delle comunicazioni e Ict domestico (+2,7% nel 2010 e +2,4% a dicembre). Vanno bene anche i beni e servizi per la cura della persona (+0,9% nell’ anno) e per la casa (grazie soprattutto alla domanda in aumento di elettrodomestici e tv). In netta diminuzione invece i beni e servizi per la mobilità (-8,7% nell’ anno e -14,1% a dicembre), su cui continua a pesare la difficoltà della domanda di autovetture e motocicli. Unanime la reazione dei consumatori che parlando di situazione allarmante per le famiglie. Adusbef e Federconsumatori avvertono che i rincari nel 2011 ammonteranno a 1.164 euro e chiedono al Governo di intervenire attraverso una detassazione per il reddito fisso e un ripresa degli investimenti nei settori tecnologici. Il Codacons calcola che se al calo dei consumi alimentari (-0,6% nel 2010) si sommano le riduzioni di cibo verificatesi dal 2007 al 2010 risulta che le famiglie italiane mangiano l’ 8,8% in meno di cibo rispetto a prima.Sul fronte lavoro, invece, il 2011 si apre con il dato positivo del calo a due cifre della Cig: a gennaio sono state chieste e autorizzate dall’ Inps 60,3 milioni di ore di cassa integrazione, un «calo significativo» che «conferma clamorosamente una tendenza alla diminuzione della richiesta di Cig in atto dal giugno scorso». La flessione è generalizzata per tutti e tre gli istituti e il calo più significativo riguarda l’ industria e l’ artigianato (-31,6% rispetto a dicembre 2010) e il commercio (-36%). Si conferma anche la flessione delle domande di disoccupazione e mobilità. I dati «confermano la ripresa della produzione, anche se selettiva», commenta il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, sottolineando che le risorse disponibili per gli ammortizzatori sociali, tarate peraltro sulle ipotesi peggiori, risultano ancor più sufficienti» e «gli allarmismi risultano così del tutto ingiustificati». Più cauti invece i sindacati. «C’ é una parte dell’ economia, soprattutto quella legata alle grandi imprese, che riprende, ma il problema resta la disoccupazione, indicatore vero dell’ andamento dell’ economia», sottolinea il leader della Cgil Susanna Camusso. Sulla stessa linea anche la Cisl, con Giorgio Santini, che chiede strumenti per «superare la pesante contraddizione di un elevato numero di cassintegrati e disoccupati in un mercato del lavoro nel quale, nonostante la crisi, moltissime figure professionali risultano di difficile reperimento»

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