Nel 2010 inflazione doppia la benzina incendia i prezzi
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fonte:
- La Sicilia.it
L’inflazione si risveglia. Il tasso medio annuo nel 2010 è stato dell’1,5%, quasi il doppio dello 0,8% registrato nel 2009. A dicembre, l’inflazione ha toccato l’1,9% su base annua, il dato più alto da dicembre 2008. I dati sui prezzi al consumo diffusi ieri dall’Istat segnano un aumento dell’inflazione, dovuto per buona parte ai prezzi dell’energia, alla nuova fiammata del petrolio.
L’inflazione italiana risulta però inferiore a quella europea. Il tasso d’inflazione nell’Eurozona in dicembre è stato, infatti, del 2,2% dopo l’1,9% di novembre. Il rialzo più vistoso da novembre 2008, quando fu registrato il 2,1%.
Di fronte alla febbre che sale, l’Istat si prepara a cambiare il termometro. Oltre alla revisione del "paniere" con le voci di calcolo dell’inflazione, l’istituto prende il 2010 come base di riferimento degli indici dei prezzi per l’intera collettività (Nic) e per le famiglie di operai e impiegati (Foi). Sarà abbandonato il 1995 come base di riferimento.
L’indice dei prezzi al consumo armonizzato continuerà ad avere come base di riferimento il 2005 = 100, in linea con gli altri Paesi dell’Ue. L’Istat adotterà un nuovo schema di classificazione dei consumi, con un livello denominato "segmento di consumo". Infine, sarà adottato un nuovo metodo per il trattamento di prodotti stagionali, ispirato da un regolamento europeo che si applica a frutta, vegetali, abbigliamento e calzature.
Analizzando i prezzi per capitoli di spesa, la graduatoria su base annua degli aumenti vede al primo posto i trasporti (+4,2%), seguiti da abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,5%), altri beni e servizi (+3,2%), istruzione (+2,5%), bevande alcoliche e tabacchi (+2,1%), servizi ricettivi e di ristorazione (+1,4%). Gli altri capitoli registrano aumenti dei prezzi inferiori all’uno per cento.
La fiammata di dicembre è dovuta all’energia, con un aumento mensile del 5,4% e annuo del 7,7%. In particolare, i prezzi della benzina sono saliti del 9,8%; il gasolio del 14,5%; il Gpl del 21,3% e il gasolio da riscaldamento del 14,3%. Si difendono i benzinai, secondo i quali i rincari riguardano piuttosto i trasporti e il capitolo acqua, elettricità e combustibili.
Gli agricoltori ripetono che il loro settore tiene a freno la corsa dei listini dei prodotti alimentari nei mercati. Ciò avviene con la perdita dei redditi agrari (meno 18% negli ultimi due anni). Gli agricoltori pagano un conto molto pesante: nei primi dieci mesi del 2010 la bolletta petrolifera è salita per loro di oltre il 28%.
La Confcommercio si consola perché l’accelerazione dei prezzi in Italia a dicembre è comune ai Paesi dell’Eurozona. Tutta colpa dei trasporti e quindi del petrolio. Per la Confesercenti, l’inflazione resta sotto controllo, anche se "raddoppia" a dicembre, ma il tasso di crescita rimane contenuto e non desta preoccupazione. I consumatori, invece, sono preoccupati. Se il tasso dell’1,9% si fermasse per tutto il 2011, – osserva il Codacons – le famiglie italiane riceverebbero una stangata di 567 euro su base annua.
Secondo Federconsumatori e Adusbef, il rischio è maggiore: una stangata di mille euro per famiglia nel 2011. Il governo deve fare qualcosa, almeno sterilizzare gli aumenti dei carburanti. La Cisl afferma che in una situazione di ristagno economico, l’inflazione rappresenta un costo aggiuntivo per i percettori di reddito fisso. Il governo deve agire su prezzi e tariffe ma anche sul piano fiscale per sostenere il potere d’acquisto a partire dai redditi più bassi. Quanto all’inflazione europea, se il tasso del 2,2% dovesse trovare conferma nella verifica del 14 gennaio corrente, sarebbe il livello più alto rispetto al 3,2% registrato nell’ottobre del 2008. La Bce dovrebbe resistere alla tentazione di elevare i tassi monetari, perché non siamo in una fase di crescita bruciante. La crescita deve essere privilegiata su un’inflazione in fondo moderata.
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