28 Dicembre 2010

Un calo del 30% rispetto all’anno scorso

Un calo del 30% rispetto all’anno scorso: è questa la stima fornita da Confcommercio sugli acquisti di Natale nel capoluogo campano. Una previsione basata sostanzialmente sul passaparola tra addetti ai lavori e che viene definita addirittura «ottimistica» dal presidente dell’Ascom di Napoli, Pietro Russo, il quale teme che il dato statistico finale sarà ancora peggiore. A livello nazionale, il primo consuntivo fornito dall’Osservatorio nazionale di Federconsumatori parla di una spesa che sfiora i 5 miliardi di euro (contro la previsione di 5,5 miliardi), con una caduta dei consumi del 12% rispetto allo scorso anno (in calo soprattutto abbigliamento, calzature ed elettrodomestici). Colpa della crisi, ma, per quanto riguarda Napoli, anche della scarsa presenza di turisti in città, scoraggiati dall’emergenza rifiuti. Unica speranza, secondo l’associazione provinciale dei commercianti, è che i saldi possano portare un recupero, «una boccata d’ossigeno per l’economia dell’area metropolitana». Il responso arriverà presto perché la Campania, anche quest’anno, è tra le regioni che anticipano le vendite di fine stagione: si inizia, infatti, il 2 gennaio (insieme a Sicilia, Basilicata, Calabria e Molise) e si chiude il 31 marzo. Solo il Piemonte parte prima (il 1 gennaio, ad esclusione della città di Torino in cui gli sconti, come nella maggioranza delle regioni del Centro-Nord, saranno inaugurati nel giorno della Befana). Come sempre, a pochi giorni dalla partenza dei saldi, impazzano le previsioni. Ce n’è per tutti i punti di vista: anche quest’anno le stime dei commercianti differiscono da quelle delle associazioni dei consumatori che, a loro volta, forniscono dati sensibilmente diversi l’una dall’altra. Il Centro studi di Confcommercio stima una spesa media delle famiglie italiane per i saldi invernali pari a 415 euro (circa 173 euro a persona) e una spesa in abbigliamento e accessori di circa 6,2 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato dell’intero settore. Per Federconsumatori, invece, la spesa per famiglia sarà di 277 euro e quella procapite di 104 euro, con un calo degli acquisti «molto contenuto» rispetto al 2009, nell’ordine del 2-3%. Di diverso avviso il Codacons che prevede un flop, soprattutto nelle grandi città, con un calo delle vendite fino al 20% perché i saldi sono troppo vicini alle feste natalizie, i prezzi troppo alti e i portafogli vuoti per almeno il 50% delle famiglie: per quelli che acquisteranno, l’associazione guidata da Carlo Rienzi stima una spesa media a persona di 130-150 euro. Se per Federconsumatori e Adusbef, inoltre, «solo il 45% delle famiglie, pari a 10 milioni e 800mila, acquisterà a saldo» e le vendite di fine stagione non riusciranno da sole «a rilanciare la domanda» senza «un’azione di sostegno alle famiglie a reddito fisso», a cominciare da «una detassazione di almeno 1.200 euro annui», secondo la Confcommercio, invece, la maggioranza delle famiglie italiane farà acquisti in occasione dei saldi (15 milioni di nuclei su 25,1 milioni), favorendo la ripresa economica. «Quest’anno – afferma il presidente di Federmoda-Confcommercio, Renato Borghi – c’è molto invenduto perché la stagione autunno-inverno non è stata brillante. Ci saranno, quindi, sconti interessanti, anche oltre il 40%, che ci fanno ben sperare per una positiva stagione dei saldi che potrebbe anche rappresentare il tanto atteso segnale di inversione di tendenza». Su una cosa sono tutti d’accordo: chi acquista deve fare molta attenzione per evitare gli imbrogli. Tra i consigli: conservare lo scontrino, diffidare degli sconti superiori al 50%, controllare che la merce non sia danneggiata e che si tratti realmente di saldi di stagione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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