Sud e Piemonte giocano d’ anticipo la carta dei saldi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Coperti da sciarpe e piumini anti-gelo, scarpe comode per girare senza problemi, i consumatori più organizzati hanno incominciato la ricognizione nel pomeriggio di ieri, cercando di approfittare degli sconti anticipati che non pochi negozi – in primis i monomarca delle griffe – sono disposti a concedere appena rialzata la saracinesca dopo la pausa natalizia.Ma il calendario ufficiale dei saldi di stagione, anche se il freddo andrà avanti ancora per parecchie settimane, partirà solo il 2 gennaio.Ieri la Confcommercio ha pubblicato lo schema: in Piemonte (Torino escluso) via ai saldi già dal 1ºgennaio 2011; per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, ai blocchi di partenza (2 gennaio) ci saranno Napoli, Palermo, Potenza, Campobasso e Catanzaro; Trieste inizierà il 3; Roma, Milano, Venezia, Firenze, Torino, Bologna, L’ Aquila, Bari, Perugia e Genova dovranno invece attendere il 6 gennaio. L’ 8 gennaio sarà la volta di Bolzano e Cagliari, mentre Aosta, come sempre l’ ultima, è autorizzata dal 10. A Trento i commercianti sono liberi di determinare liberamente il periodo, che non può comunque durare più di sessanta giorni. La spesa media per famiglia nel settore abbigliamento e calzature, secondo Confcommercio, sarà di 415 euro, per un totale di 6,2 miliardi, pari al 18% dello shopping dell’ intero anno. Un momento importante, insomma, per l’ intera catena distributiva che punta a una data unificata per tutto il territorio nazionale: secondo un sondaggio Confcommercio-Format, oltre l’ 80% dei commercianti e dei clienti condivide la proposta avanzata lo scorso ottobre da Federmoda e Federdistribuzione, ed è favorevole all’ avvio degli sconti il primo sabato di luglio per le collezioni estive e il 6 gennaio per quelle invernali.Finora, il bilancio delle vendite natalizie sembra poco soddisfacente: ormai la stragrande maggioranza dei consumatori preferisce attendere le occasioni post festività, appunto a caccia di occasioni, e non si preoccupa più di tanto se sotto l’ albero non ci sono i doni da spacchettare.Per l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori, le stime dello shopping di Natale "si aggiravano sui 5,5 miliardi, ma il preconsuntivo indica una diminuzione del 12%". Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lanutti, rispettivamente presidenti di Federconsumatori e Adusbef, "visto il persistente e drammatico crollo dei consumi registrato questo Natale, non si capisce che senso abbia attendere ancora il 6 gennaio per avviare i saldi", viceversa in corso di svolgimento "in molte città europee e nelle principali metropoli mondiali".E sulle prospettive dei saldi interviene anche il Codacons, che prefigura un flop, con contrazioni tra il 10 e il 20% soprattutto nelle grandi città. "I motivi per cui i saldi falliranno – rileva il presidente Carlo Rienzi – sono molteplici: innanzitutto, la vicinanza alle festività natalizie che hanno già prodotto uno svuotamento del portafoglio degli italiani. E poi c’ è un eccessivo livello dei prezzi, specie nell’ abbigliamento e nelle calzature, che presenteranno listini troppo elevati nonostante gli sconti".Secondo Rienzi, la metà degli italiani non avrà soldi per sfruttare i saldi di fine stagione a causa dei rincari (rate, mutui e bollette) e del generale clima di sfiducia. La spesa di chi potrà fare shopping "scontato" "si aggirerà tra i 130 e i 150 euro a persona, ma prevediamo un totale flop con vendite in picchiata fino al 20%".
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