Un’ odissea durata dodici ore
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fonte:
- Il Piccolo
RONCHI DEI LEGIONARI Un’ odissea durata dodici ore. Tante ne sono trascorse da quando il volo Alitalia AZ 1359 decollato da Roma Fiumicino alle 23.40 di venerdì, quasi 2 ore dopo la normale tabella di marcia, ha permesso a 90 passeggeri di arrivare a Ronchi dei Legionari. Un’ odissea che è passata attraverso il mancato atterraggio sullo scalo della nostra regione, quello di Treviso chiuso al traffico, l’ arrivo a Verona senza che ci fosse nessuno a prestare assistenza ed il trasferimento in pullman ben cinque ore dopo. «Abbandonati a noi stessi, senza informazioni, senza nemmeno un bicchier d’ acqua, senza pensare che tra i passeggeri c’ erano dei bambini e delle persone disabili». Ecco il drammatico racconto di Elisa Carcasio, cormonese, una dei 90 passeggeri imbarcati sul Canadair CRJ900 in servizio da Roma a Ronchi dei Legionari. Ma non è la sola a denunciare un episodio che ora è stato fatto proprio anche dal Codacons che si rivolgerà alle autorità competenti. «Siamo decollati da Roma con quasi due ore di ritardo – sono le sue parole – ed una volta arrivati a destinazione, mentre su Ronchi dei Legionari imperversava un forte temporale, abbiamo volato a lungo prima che il comandante ci informasse che avremmo dovuto dirigersi su Treviso. Ma qui ci è stato detto che non c’ era la possibilità di fare carburante e che saremo dovuti atterrare a Verona». L’ atterraggio avviene regolarmente quando sono passati pochi minuti dopo l’ una. Il Valerio Catullo è deserto. I 90 passeggeri scendono dall’ aereo e nell’ aerostazione internazionale non c’ è nessuno ad attenderli. «Abbiamo aspettato qualche ora – aggiunge la passeggera – e quando abbiamo capito che non c’ era nessuno a darci una mano abbiamo iniziato a chiamare polizia, carabinieri e persino la protezione civile. C’ è stato chi ci ha detto che il fatto non era di sua competenza, chi ci ha sbattuto il telefono in faccia e chi ci ha detto di pazientare. Ma di fatto, sino a quando una quarantina di noi è salita alle 6.40 sul pullman diretto a Ronchi dei Legionari, non c’ è stato nessuno che ci ha offerto assistenza e conforto. Nemmeno un bicchier d’ acqua, una vera e propria vergogna. Tra i bambini che piangevano e chi, sborsando di tasca propria anche 200 euro, ha chiamato un taxi». Sono le 11 del mattino quando la corriera arriva a Ronchi dei Legionari. E ad attenderla anche i volontari del Codacons che, ora, chiederanno spiegazioni e rimborsi alla «nuova» Alitalia. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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