26 Settembre 2010

Un’ odissea durata dodici ore

RONCHI DEI LEGIONARI Un’ odissea durata dodici ore. Tante ne sono trascorse da quando il volo Alitalia AZ 1359 decollato da Roma Fiumicino alle 23.40 di venerdì, quasi 2 ore dopo la normale tabella di marcia, ha permesso a 90 passeggeri di arrivare a Ronchi dei Legionari. Un’ odissea che è passata attraverso il mancato atterraggio sullo scalo della nostra regione, quello di Treviso chiuso al traffico, l’ arrivo a Verona senza che ci fosse nessuno a prestare assistenza ed il trasferimento in pullman ben cinque ore dopo. «Abbandonati a noi stessi, senza informazioni, senza nemmeno un bicchier d’ acqua, senza pensare che tra i passeggeri c’ erano dei bambini e delle persone disabili». Ecco il drammatico racconto di Elisa Carcasio, cormonese, una dei 90 passeggeri imbarcati sul Canadair CRJ900 in servizio da Roma a Ronchi dei Legionari. Ma non è la sola a denunciare un episodio che ora è stato fatto proprio anche dal Codacons che si rivolgerà alle autorità competenti. «Siamo decollati da Roma con quasi due ore di ritardo – sono le sue parole – ed una volta arrivati a destinazione, mentre su Ronchi dei Legionari imperversava un forte temporale, abbiamo volato a lungo prima che il comandante ci informasse che avremmo dovuto dirigersi su Treviso. Ma qui ci è stato detto che non c’ era la possibilità di fare carburante e che saremo dovuti atterrare a Verona». L’ atterraggio avviene regolarmente quando sono passati pochi minuti dopo l’ una. Il Valerio Catullo è deserto. I 90 passeggeri scendono dall’ aereo e nell’ aerostazione internazionale non c’ è nessuno ad attenderli. «Abbiamo aspettato qualche ora – aggiunge la passeggera – e quando abbiamo capito che non c’ era nessuno a darci una mano abbiamo iniziato a chiamare polizia, carabinieri e persino la protezione civile. C’ è stato chi ci ha detto che il fatto non era di sua competenza, chi ci ha sbattuto il telefono in faccia e chi ci ha detto di pazientare. Ma di fatto, sino a quando una quarantina di noi è salita alle 6.40 sul pullman diretto a Ronchi dei Legionari, non c’ è stato nessuno che ci ha offerto assistenza e conforto. Nemmeno un bicchier d’ acqua, una vera e propria vergogna. Tra i bambini che piangevano e chi, sborsando di tasca propria anche 200 euro, ha chiamato un taxi». Sono le 11 del mattino quando la corriera arriva a Ronchi dei Legionari. E ad attenderla anche i volontari del Codacons che, ora, chiederanno spiegazioni e rimborsi alla «nuova» Alitalia. RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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