COMMERCIO: NUOVO E PESANTE CALO VENDITE, A MAGGIO -1,9%/ANSA
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fonte:
- Ansa
ISTAT, ALIMENTARI ANCORA GIU’, MALE AFFARI IN NEGOZI DI VICINATO
(ANSA) – ROMA, 23 LUG – Gli italiani stringono ancora la
cinghia, a maggio le vendite hanno registrato un nuovo e più
pesante calo, scendendo dell’1,9% su base annua. E’ il secondo
ribasso consecutivo dall’inizio dell’anno, un dato certificato
dall’Istat e dallo stesso istituto definito "negativo", anche
perché si confronta con il periodo più buio della crisi.
Insomma, i consumi stentano a imboccare la via della ripresa. E
soffre anche il carrello della spesa, gli acquisti per pranzo e
cena diminuiscono del 2%. Crescono così le preoccupazioni dei
commercianti, sopratutto di chi gestisce i negozi più piccoli.
La flessione delle vendite al dettaglio a maggio non
risparmia quasi niente: sono tutti, o quasi, segni meno.
Infatti, anche a confronto con aprile, c’é stata una
contrazione (-0,3%). Inoltre, i cordoni della spesa si sono
stretti sia per il ‘non food’ (-2% su anno, -0,4% su mese) che
per il ‘food’, ovvero gli acquisti essenziali (-2% su anno,
-0,1% su mese). Rispetto a maggio 2009 i cali maggiori hanno
riguardato Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-5,2%) e
Abbigliamento e pellicceria (-4,5%). D’altra parte tra i
principali comparti merceologici se ne contano solamente due in
positivo: Supporti magnetici e strumenti musicali (+3,6%) ed
Elettrodomestici, tv, radio e registratori (+1,6%).
Guardando ai canali di vendita, gli affari vanno male quasi
ovunque, ma sono i negozi di vicinato (-2,9%) a risentirne di
più. Nella grande distribuzione, dove il ribasso è meno
consistente (-0,5%), scontano le difficoltà maggiori gli
ipermercati (-1%), seguiti dai discount alimentari (-0,8%). Il
calo è, invece, più lieve per i supermercati (-0,5%). In altre
parole, le imprese più grandi se la cavano (oltre 50 addetti
+0,1%), mentre quelle piccole e medie sono ancora alle prese con
la crisi (fino a 5 addetti -3,1%, da 6 a 49 -3,3%).
Per le associazioni dei commercianti si tratta di dati
"preoccupanti": secondo Confcommercio sulla "battuta
d’arresto delle vendite" pesa "il calo del potere
d’acquisto", per la Confesercenti "il calo ripetuto e
significativo" è allarmante anche perché interessa gli
alimentari, "normalmente sono stabili". Sulla stessa linea i
consumatori del Codacons, che evidenziano come in Italia "1 su
3 ha problemi ad acquistare cibo". Confagricoltura conferma i
timori, sottolineando che nei primi 5 mesi dell’anno la
flessione subita dai prodotti per la tavola (-1,2%) sia 6
maggiore di quella segnata dal "non food’ (-0,2).(ANSA).
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