Estate sicura rete d´allerta per over 65
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fonte:
- la Repubblica
Li slogan creati sono diversi ma, in ognuno, la parola anziani ricorre inevitabilmente. Perché sono loro, gli oltre dieci milioni di italiani che hanno raggiunto la terza età i diretti interessati di programmi mirati elaborati da comuni, regioni da associazioni come l´Auser, nati per contrastare le ondate di calore ma soprattutto realizzati per creare una rete – oramai rodata – di supporto con medici di famiglia e Asl allertati, pasti e farmaci a domicilio, servizi di accompagnamento e non solo. Senza dimenticare il piano "Estate sicura 2010" del ministero della Salute che prevede un numero verde, il 1500, al quale chiedere informazioni e consigli. Il dicastero sollecita, inoltre, in una lettera inviata a tutte le amministrazioni di adottare interventi locali. Scattano le misure contro ondate di calore che quest´anno sembrano non lasciare tregua: l´Italia si mobilita, almeno sulla carta. Ma non è stato sempre così. L´esperienza del 2003, quando morirono durante quell´estate, una delle più torride che si ricordi, ben 23 mila anziani, 7600 in più rispetto all´anno precedente, a qualcosa è servita. «Da allora, fortunatamente, le cose sono cambiate», sottolinea Roberto Bernabei, direttore del Centro Medicina dell´invecchiamento del policlinico Gemelli di Roma e past-president della Società italiana di Geriatria e Gerontologia, che aggiunge: «Oggi c´è molta più attenzione nei confronti degli anziani». Per lui, però, non è abbastanza. «Vanno bene programmi e progetti di tutela, di aiuto – dice – ma gli anziani devono essere seguiti da strutture ad hoc. Quando arriva in un pronto soccorso, ad esempio, non può e non deve essere trattato come un malato qualsiasi perché si tratta di un paziente affetto da patologie diverse e per questo l´approccio medico deve essere multidisciplinare da una parte e mirato dall´altra». Nel nostro Paese «oltre cinque milioni di anziani fanno i conti con disabilità varie dovute a patologie diverse, ovviamente nei mesi più caldi la situazione peggiora – rimarca Bernabei – rivolgersi alle strutture d´emergenza quando emergenza reale non c´è non ha senso, per questo non credo che l´ospedalizzazione sia il migliore dei modi per intervenire, penso invece che seguire un anziano in maniera continua e dotare il territorio di ambulatori specifici sia l´unica strada possibile anche per arginare situazioni a rischio». In attesa di strutture assistenziali ad hoc il gran caldo mette a dura prova anziani e familiari. Mentre il Codacons rimarca di chiedere dal «2003 che le anagrafi della fragilità siano aggiornate dai medi ci famiglia», molto le amministrazioni comunali e regionali hanno fatto e stanno facendo. Basta scorrere nei siti e vedere i programmi dei comuni. Oppure in quelli delle regioni.
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