20 Luglio 2010

Estate sicura rete d´allerta per over 65

Li slogan creati sono diversi ma, in ognuno, la parola anziani ricorre inevitabilmente. Perché sono loro, gli oltre dieci milioni di italiani che hanno raggiunto la terza età i diretti interessati di programmi mirati elaborati da comuni, regioni da associazioni come l´Auser, nati per contrastare le ondate di calore ma soprattutto realizzati per creare una rete – oramai rodata – di supporto con medici di famiglia e Asl allertati, pasti e farmaci a domicilio, servizi di accompagnamento e non solo. Senza dimenticare il piano "Estate sicura 2010" del ministero della Salute che prevede un numero verde, il 1500, al quale chiedere informazioni e consigli. Il dicastero sollecita, inoltre, in una lettera inviata a tutte le amministrazioni di adottare interventi locali. Scattano le misure contro ondate di calore che quest´anno sembrano non lasciare tregua: l´Italia si mobilita, almeno sulla carta. Ma non è stato sempre così. L´esperienza del 2003, quando morirono durante quell´estate, una delle più torride che si ricordi, ben 23 mila anziani, 7600 in più rispetto all´anno precedente, a qualcosa è servita. «Da allora, fortunatamente, le cose sono cambiate», sottolinea Roberto Bernabei, direttore del Centro Medicina dell´invecchiamento del policlinico Gemelli di Roma e past-president della Società italiana di Geriatria e Gerontologia, che aggiunge: «Oggi c´è molta più attenzione nei confronti degli anziani». Per lui, però, non è abbastanza. «Vanno bene programmi e progetti di tutela, di aiuto – dice – ma gli anziani devono essere seguiti da strutture ad hoc. Quando arriva in un pronto soccorso, ad esempio, non può e non deve essere trattato come un malato qualsiasi perché si tratta di un paziente affetto da patologie diverse e per questo l´approccio medico deve essere multidisciplinare da una parte e mirato dall´altra». Nel nostro Paese «oltre cinque milioni di anziani fanno i conti con disabilità varie dovute a patologie diverse, ovviamente nei mesi più caldi la situazione peggiora – rimarca Bernabei – rivolgersi alle strutture d´emergenza quando emergenza reale non c´è non ha senso, per questo non credo che l´ospedalizzazione sia il migliore dei modi per intervenire, penso invece che seguire un anziano in maniera continua e dotare il territorio di ambulatori specifici sia l´unica strada possibile anche per arginare situazioni a rischio». In attesa di strutture assistenziali ad hoc il gran caldo mette a dura prova anziani e familiari. Mentre il Codacons rimarca di chiedere dal «2003 che le anagrafi della fragilità siano aggiornate dai medi ci famiglia», molto le amministrazioni comunali e regionali hanno fatto e stanno facendo. Basta scorrere nei siti e vedere i programmi dei comuni. Oppure in quelli delle regioni.

 

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